Comunicazione all’Ill.mo Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli del 16 luglio 2018

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Lettera aperta al Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli

In data odierna è stata inviata a mezzo pec, comunicazione all’Ill.mo Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli in occasione dell’ennesimo episodio che lede il prestigio e il decoro dell’Avvocatura partenopea.

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“Calliope e la Cittadella della Legalità” Sportello itinerante di ascolto legale per la tutela dell’ambiente e per la difesa e la salvaguardia dei beni comuni e sociali -Venerdì 11 maggio 2018, dalle ore 9:30 Piazza Dante (NA).

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Venerdì 11 maggio 2018, dalle ore 9,30 in Piazza Dante (NA) si terrà uno degli incontri del progetto “Calliope” e la Cittadella della Legalità, sportello itinerante di ascolto legale per la tutela dell’ambiente e per la difesa e la salvaguardia dei beni comuni e sociali, da un’idea di Nomo Movimento Forense e dell’Associazione ACSSA Centro studi.

L’iniziativa vede la collaborazione dell’AVC NOER e del Liceo Giuseppe Mazzini di Napoli, e ha il patrocinio del Comune di Napoli e della II° Municipalità e V° Municipalità  del Comune di Napoli nonché l’adesione e la partecipazione della Consulta delle Associazioni e del Volontariato della II° Municipalità. Il progetto, nato nel 2013 dalla sinergia tra avvocati (NomoΣ Movimento Forense) e volontari di protezione civile (Centro Studi Acssa), si arricchisce di nuove partecipazioni: la mission è veicolare ai cittadini, e in modo particolare alle scuole di ogni ordine e grado, la rilevanza della “legalità” e della funzione “sociale dell’avvocatura” uniti all’acquisizione di quegli strumenti atti alla percezione dei rischi con un approccio sistematico alla gestione delle emergenze. L’obiettivo è, quindi, quello, di mettere in rete le associazioni per sensibilizzare la cittadinanza al rispetto della legalità, intesa come sistema di norme, e per diffondere la conoscenza della memoria storica e del patrimonio culturale e territoriali campani.  

Nella Piazza saranno allestiti 4 gazebo, “isole” simbolo della Cittadella, presso le quali i cittadini potranno rivolgersi per ottenere dai volontari delle associazioni, assistenza ed informazioni gratuite sui temi di maggior rilievo e sulle problematiche legate al territorio. Verrà, inoltre, realizzato un percorso visivo sulle attività didattico/addestrative di protezione civile del liceo G. Mazzini con particolare attenzione alla linea del tempo degli eventi catastrofici che hanno avuto quale palcoscenico tutta l’Italia e, in particolare, la Regione Campania, dando risalto anche al patrimonio delle lapidi e marmi commemorativi spesso dimenticati e vandalizzati. L’iniziativa è contro il “sistema della camorra”.

Rassegna Stampa: 

Il Velino

Corriere del Mezzogiorno

Sul Pezzo.it

Asse Mediano.it

 

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Il dibattito del 19 aprile sull’accesso alla professioni forense: la posizione dell’Area giovane Avvocatura di Nomos Movimento Forense

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In data 19.4.2018 si è tenuto, all’Aula Girardi, presso il Tribunale di Napoli il convegno intitolato: “ACCESSO ALLA PROFESSIONE: l’esame, porta delle opportunità o della povertà?” organizzato da Officina Forense, con la collaborazione del “Sole 24 ore” e di “Guida al diritto” e la presenza di tanti illustri relatori appartenenti al Coa di Napoli ed anche al mondo accademico, quali il Professor Avv. Erik Furno ed il Professor Avv. Luigi Notaro.

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Dott. Andrea F.M. Rispoli, responsabile Area Giovane Avvocatura di NomoS Movimento  Forense

Nomos Movimento Forense, da sempre sensibile al tema dell’accesso al mondo professionale forense, per il tramite del Dott. Andrea F.M. Rispoli, Responsabile della Giovane Avvocatura, è intervenuta con forza e decisione sull’argomento de “quo”, rilevando, ancora una volta, le profonde iniquità sottese alla Nuova Legge Professionale (L. 31 dicembre n. 247/2012 riforma della professione forense) nonché ai regolamenti attuativi della stessa.

In particolare, si è eccepito lo stridente contrasto e la lampante violazione degli artt. 33 e 34 della Costituzione in relazione ai corsi di formazione imposti forzatamente ai nuovi iscritti, a partire dal 28.9.2018, e l’intento speculativo a danno dei giovani, scaturente dall’istituzione dei predetti corsi (ripartiti in tre semestri, il cui superamento è subordinato al preventivo buon esito di prove a risposta multipla, di una prova finale simile all’esame, illegittimamente duplicato, e a verifiche di profitto). Violazione costituzionale che si sostanzia nel prevedere tali corsi, obbligatori ed a pagamento, in dispregio dell’articolo 33 della Costituzione che nel suo penultimo comma prescrive solo un esame al fine dell’iscrizione all’albo ed ai vari ordini (e non altro) e dell’art. 34, 3^ co., ove è sancito che i capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Soprattutto in considerazione della sovente assenza di qualsivoglia retribuzione-compenso e/o rimborso spese per il periodo di pratica forense e nonostante l’esplicita previsione normativa dell’art. 41 co. 11 della succitata L. n.247/2012 e dell’art. 40 co. 2 del nostro Codice Deontologico, oltre che dell’art. 36 della nostra Carta Costituzionale, lettere morte.

Si è segnalata, ancora una volta, la soppressione della figura del praticante avvocato abilitato ad opera del co. 11^ dell’art. 41 della suddetta Legge professionale, la contestuale negazione dello “jus postulandi” previsto dall’art. 82 c.p.c. (seppur parziale e sottoposto al controllo dei domini) e la definitiva introduzione della figura del praticante (mero) sostituto (che non può far altro che sostituire il proprio Dominus in udienza senza poter minimamente patrocinare in alcun modo o maniera). Si è posta l’attenzione sulle nuove modalità d’esame, sull’assenza dei codici annotati con la giurisprudenza, sulla diminuzione dell’orario da 7 a 6 ore nello svolgimento degli scritti, sulla necessità di un voto minimo a 30 in ciascuna delle tre prove (senza alcuna possibilità di compensazione tra gli stessi elaborati) ed all’aumento delle materie che i candidati dovranno trattare all’orale.

In definitiva si è denunciata vibratamente, con forza e determinazione, la previsione, tra l’altro in contrasto anche con l’art. 1 della predetta Legge professionale (in particolare, lettera d), di una serie di ostacoli, sbarramenti e preclusioni del tutto “contra legem” ed estremamente penalizzanti nei confronti dei nuovi iscritti. Si è evidenziata la necessità, conformemente a Giustizia, di un doveroso ripensamento delle modalità di accesso alla Professione Forense, che giunga ad un bilanciamento tra gli irrinunciabili interessi costituzionali e quelli economici (rifuggendo la povertà e sottolineando la necessità di un numero chiuso a Giurisprudenza ed una diversa articolazione dei corsi di laurea, nell’ottica di una maggiore specializzazione).

Invitando, altresì,  gli illustri correlatori, con serenità, ad uno spirito maggiormente conforme allo spirito della Costituzione delle leggi e dei regolamenti che noi di Nomos abbiamo nel cuore.

 Area Giovane Avvocatura 

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Ritorna “Calliope e la Cittadella della Legalità”, il progetto itinerante rivolto alla cittadinanza Venerdì 13 aprile 2018, dalle ore 9,30 in Via Alvino.

Ritorna “Calliope e la Cittadella della Legalità”, il progetto itinerante rivolto alla cittadinanza. Venerdì 13 aprile 2018, dalle ore 9,30 in Via Alvino (Vomero) si terrà uno degli incontri del progetto itinerante “Calliope” e la Cittadella della Legalità – Incontri e giornate di studio per la tutela e la difesa dei Cittadini, il rispetto dell’Ambiente a garanzia della Sicurezza sul territorio -, realizzato da Nomos Movimento Forense e dall’Associazione ACSSA Centro studi, in collaborazione con l’AVC NOER ed il Liceo Giuseppe Mazzini di Napoli, con il patrocinio del Comune di Napoli e delle Municipalità II° e V°.

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Avv. Argia di Donato (Presidente NomoS) – Ing. Pasquale Caputo (Associazione ACSSA Centro Studi) – Avv. Emanuela Monaco (Segretario NomoS) – Castelvolturno 2014

Il progetto nasce dalla sinergia tra avvocati e volontari di protezione civile, per veicolare alla cittadinanza, e in modo particolare alle scuole, il concetto della legalità, attraverso l’affiancamento e la diffusione delle conoscenze giuridiche ai cittadini, uniti alla acquisizione di quegli strumenti atti alla percezione dei rischi con un approccio sistematico alla gestione delle emergenze e al rispetto, nonché al recupero del patrimonio storico, artistico ed architettonico della città di Napoli.

Saranno allestiti 4 gazebo, ai quali i cittadini potranno rivolgersi per ottenere dai volontari assistenza e consulenza gratuite sui temi di maggior rilievo e sulle problematiche legate al territorio.

 

 

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Cassa di Previdenza e Assistenza Forense: la contribuzione previdenziale slegata dal reddito è illegittima. Continua la battaglia nelle aule di Tribunale.

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L’avv. Argia di Donato, Presidente di Nomos Movimento Forense

L’obbligo della contribuzione previdenziale va necessariamente collegato al reddito, viceversa si crea una nuova sacca di povertà nella professione forense: questo, il leitmotiv della battaglia che sta sostenendo Argia Di Donato, giovane avvocato del Foro di Napoli e Presidente dell’Associazione Nomos Movimento Forense, che ha impugnato innanzi al Giudice del Lavoro la cartella di pagamento emessa da Equitalia Sud S.p.a. per conto di Cassa Forense. Il giudizio instaurato nel 2017, vedrà il pronunciamento del Giudice del Lavoro del Tribunale di Napoli, domani mercoledì 28 marzo, circa l’accoglimento o il rigetto delle ragioni dell’avv. Di Donato e circa la questione di illegittimità costituzionale e di violazione del T.F.U.E. nonché della Carta dei Diritti Fondamentali U.E, sollevate dalla Di Donato a mezzo del proprio legale di fiducia, avv. Alfonso Emiliano Buonaiuto.

Quello di Cassa Forense è un problema di non poco conto. – sostiene la Di Donato – Al di là delle specifiche censure tecniche sollevate in sede di ricorso, occorre evidenziare due aspetti: da un lato, si mina l’esercizio libero della professione, dato che avvocati che hanno uno scarsissimo volume di lavoro, non sono in condizione reale di pagare i contributi dovuti. E se non versano quanto dovuto a Cassa, non sono più nelle condizioni di esercitare la professione; dall’altro – cosa ben più grave – avvincere a parametri reddituali la permanenza del professionista nell’Albo Professionale, limita, di fatto, il cittadino nello scegliere liberamente il proprio legale. Il tutto determina una condizione abnorme e inaccettabile sul piano professionale e lesiva del diritto alla difesa garantito dalla Costituzione.

È una battaglia giusta e doverosa, – prosegue la giovane professionista – il principio dell’imposizione previdenziale slegata dal reddito effettivamente prodotto, è in palese violazione dei principi costituzionalmente garantiti e mina l’effettiva libertà nell’esercizio della professione forense. Proprio perché siamo avvocati, sulla questione non possiamo tacere.”

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L’avv. Alfonso Emiliano Buoniuto, il legale della Di Donato, Consigliere di Nomos Movimento Forense

 “I denunciati profili di illegittimità costituzionale dell’art. 21, commi 8 e 9, L. n. 247/2012 e del Regolamento di Attuazione – aggiunge l’avvocato Alfonso Emiliano Buoniuto, procuratore della Di Donato – sono talmente evidenti che la stessa Cassa Forense è stata costretta obtorto collo a reintrodurre, se pur solo per un periodo di tempo limitato (il Comitato dei Delegati di Cassa Forense, nella seduta del 29 settembre 2017, ha deliberato a larga maggioranza che il contributo minimo integrativo non sarà dovuto per gli anni dal 2018 al 2022, agevolando gli avvocati più deboli e disagiati, ossia coloro che produrranno volumi d’affari inferiori ad euro 17.700 circa), il principio della proporzionalità tra contributi e volume di affari dichiarato, riconoscendo implicitamente l’irragionevolezza della normativa che impone il pagamento di un contributo minimo in maniera indiscriminata a tutti gli iscritti indipendentemente dal loro reddito. Basti pensare, poi, che a distanza di un anno dall’entrata in vigore della Legge Professionale, alla Camera dei Deputati è stata presentata una proposta di legge per modificare la normativa in vigore considerati i tanti profili di censurabilità, anche di rango costituzionale, contenuti nella Legge Professionale.

* * *

1407173829-toghe2L’approfondimento

La questione politica. La questione sollevata dall’avv. Di Donato, sorvolando sulle questioni di merito processuali e sui profili sostanziali di diritto, è di natura essenzialmente politica: si richiede che il Giudice, sospendendo il giudizio in corso (dato che lo stesso non può essere definito indipendentemente dalla risoluzione delle questioni di legittimità costituzionale e che queste ultime non sono manifestamente infondate), emetta ordinanza con la quale disponga l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. La norma contenuta nei commi 8 e 9 dell’articolo 21 della Legge Professionale (L. n. 247/2012) è in palese violazione dei principi garantiti nella nostra Costituzione, in quanto impone – per la prima volta in Europa – «condizionamenti» e criteri sul modo di esercitare la professione forense, in assenza dei quali il professionista potrà essere cancellato dall’albo, con conseguente divieto di uso del titolo di avvocato e con inevitabili conseguenze anche sugli interessi dei suoi assistiti. Se a tali rilievi si aggiunge che la permanenza nell’albo è strettamente legata all’obbligatoria iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense (comma 8 dell’articolo 21) e all’ulteriore principio di continuità determinato dallo stesso ente, il rischio di vedere – in un arco temporale assai breve – cancellazioni di massa dall’albo e la perdita di lavoro di migliaia di professionisti, stimati in 60.000 circa, si profila oltremodo realistico. Nello specifico, l’avv. di Donato ha eccepito la violazione di legge e l’illegittimità costituzionale dell’articolo 21, commi 8 e 9, della Legge n. 247 del 2012 per violazione del principio di legalità di cui agli artt. 23, 97, 113 della Costituzione nonché del canone di ragionevolezza della legge di cui all’articolo 3 della Costituzione; la violazione di legge e l’illegittimità dell’articolo 21, commi 8 e 9, della legge n. 247 del 2012 in relazione ai principi comunitari sulla concorrenza di cui all’articolo 117 della Costituzione e 106 T.F.U.E.e di cui agli artt. 15, paragrafo 1, 16 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea nonché illegittimità costituzionale dell’articolo 21, commi 8 e 9, della legge n. 247 del 2012 per violazione dell’articolo 41 della Costituzione nonché degli artt. 2, 3, 4 e 33, comma 5, 41 e 53 della Costituzione; la violazione dell’art. 21 della legge n. 247/2012 da parte del Regolamento di attuazione; la violazione di legge ed il conflitto del Regolamento di attuazione dell’art. 21, comma 8 e 9, L n. 247/2012 con il principio comunitario sulla libera concorrenza di cui agli artt. 101 e 102 T.F.U.E.; la violazione di legge e violazione del principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione e violazione dei Trattati U.E. e C.E.D.U..

Le argomentazioni sostenute da Cassa Forense.

L’Ente previdenziale ha omesso di contestare nello specifico le censure sollevate in sede di ricorso, limitandosi ad affermare la legittimità di scelte politiche funzionali a garantire l’equilibrio dell’Ente e la regolare erogazione delle prestazioni agli iscritti. Tuttavia le discutibili “scelte politiche” di Cassa, lungi dall’essere legate a dati fattuali di natura macroeconomica, sono al contrario frutto di arbitrio, atteso che la discrezionalità della Cassa in materia è eminentemente tecnica e non assoluta. Ed invero, se la stabilità della gestione della Cassa imponeva di introdurre norme draconiane  quali l’art. 21, commi 8 e 9 della L. n. 247/2012 ed il Regolamento di Attuazione, non si comprende come l’Ente possa aver deciso, in assenza di mutamenti economici di rilievo, l’abolizione del contributo integrativo minimo dal 2018 al 2022. Ma c’è di più. Se la situazione dei conti di Cassa Forense era tale da imporre per legge la cancellazione dall’Albo degli Avvocati non in grado di pagare i contributi, è legittimo chiedersi come Cassa Forense giustifica la spesa di quasi tre milioni di Euro per i propri organi di amministrazione e controllo oppure la distrazione del denaro versato a fini previdenziali dagli iscritti, per effettuare al contrario discutibili investimenti con perdite per centinaia di milioni di euro (cfr., “Il Sole 24 ore” dell’11/11/2008). Per tacere di pubblicazioni quali “La previdenza forense” la cui utilità – ed i cui costi – sono conosciuti esclusivamente dai dirigenti, dagli impiegati e dai consiglieri di Cassa Forense i quali, per inciso, sono i soli chiamati a pubblicarvi articoli o recensioni. Pare opportuno rilevare che il T.A.R. Lazio nella sentenza n. 7353/2016, pur rimettendo al Giudice del Lavoro la questione di merito, ha accolto un’interpretazione dell’art. 21, comma 9, L. n. 247/2012 “costituzionalmente orientata” per la quale tutti gli avvocati, compresi quelli che non rientrano nei parametri economici stabiliti, “hanno il diritto di permanere nell’unico sistema previdenziale” e avere “pari dignità professionale e pari diritto a restare nel mercato”.

Rassegna stampa:

Il Velino – Agenzia di Stampa 

Julie News 

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iltirreno.gelocal.it

Roadtvitalia.it

RadioCrcTargatoItalia

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Comunicato del giorno 9 febbraio 2018

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Riguardo ai fatti occorsi in data 8 febbraio c.a. all’interno del Tribunale di Napoli (Centro Direzionale – Napoli) NomoΣ Movimento Forense evidenzia – come più volte ribadito – che il tollerare taluni comportamenti ed atteggiamenti verbali violenti ed offensivi e ben lontani dal decoro e dalla dignità che la professione ci impone, ha generato il cedimento dell’argine posto a tutela dei principi di buona educazione e di rispetto, alla base del sodalizio tra colleghi appartenenti alla stessa categoria professionale, ledendo l’immagine dell’avvocatura agli occhi della cittadinanza e minandone profondamente il prestigio ed il valore.

NomoΣ Movimento Forense invita i colleghi, le Associazioni e le Istituzioni Forensi ad un’attenta riflessione sulle modalità di comunicazione a mezzo social annesse all’episodio in questione, al fine di evitare che dello stesso si fornisca una rappresentazione strumentale e condizionata dalla vicinanza all’uno o all’altro dei soggetti coinvolti, dando adito a commenti e disquisizioni ancor più riprovevoli e condannabili.

Si auspica che gli organismi deputati alla disciplina possano sanzionare azioni di siffatta gravità con la giusta solerzia.

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APPELLO ALLA GIOVANE AVVOCATURA Nessuna proroga alla normativa transitoria prevista per l’esame di abilitazione forense

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Andrea Rispoli 
Responsabile Giovane Avvocatura – Nomos Movimento Forense

La normativa disciplinante il nostro esame di abilitazione, scolpita nella Legge di riforma della professione forense (L. 31 dicembre 2012, n. 247, intitolata “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense”) è contenuta nel Capo II e negli articoli 46 e seguenti della suddetta Legge.

La medesima doveva essere interessata da una proroga ulteriore, “sub specie” di emendamento, per quanto riguarda la possibilità per noi aspiranti avvocati di poter portare in tale sede i codici annotati con la giurisprudenza. 
Proroga del tutto negata, ad opera della legge n. 205/2017, “bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018”, pubblicata sulla G.U. 29.12.2017, che ha invece apportato alcune modifiche in altre disposizioni della summenzionata legge tralasciando invece tale fondamentale aspetto.
Conseguentemente, tale possibilità sarà del tutto preclusa, con una notevole complicazione delle modalità nelle quali si svolgerà l’esame ed il vero e proprio divieto, posto ai candidati, di portare con sé i codici annotati con la giurisprudenza, in modo da porre ulteriori difficoltà nella ricerca della soluzione e nella formulazione dello scritto ed inoltre residuando la riduzione dell’orario da sette a sei ore per la redazione dei pareri e dell’atto giudiziario.

Nell’aprire una parentesi, non va sottaciuto che lo scrivente è tra l’altro reduce dalla tre giorni infernale dell’esame, che si è svolto per il Foro partenopeo in condizioni al di là di ogni umana concezione ed ha visto ore di attesa per poter anche e solo ricevere un banchetto per stilare il proprio elaborato e tra i tanti episodi avvenuti è da rappresentare e significare anche quello di una nascita, avvenuta il terzo giorno, evento piacevole, ma a dir poco inverosimile in tale sede.

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Inutile narrare ulteriori episodi che hanno contraddistinto le disumane modalità di svolgimento dell’esame e commentare le medesime guasterebbe.
Ma ad ogni buon conto è da segnalare e denunciare vibratamente l’assenza di qualsivoglia raziocinio, di qualsiasi logica e buon senso in una tale scelta.
Nella stesura degli elaborati, così come di tutti gli atti e di tutte le attività che svolgiamo nei nostri studi, il codice costituisce uno strumento indefettibile ed indispensabile d’ogni giurista per lo svolgimento della professione e negarlo equivarrebbe a sragionare visibilmente.
Inoltre, la modifica in concreto delle modalità di svolgimento, in assenza delle annotazioni giurisprudenziali, tenderebbe ad una eccessiva teoreticità che mal si attaglierebbe alla nostra professione intellettuale, che, a differenza di magistratura, deve essere scientemente pratica oltre che teorica.
Si denuncia quindi la manifesta illogicità ed iniquità di un tale modo di agire, profondamente vessatorio e tendente a sbarrare l’accesso alle giovani generazioni in un disegno complessivo di riforma che equivale ad una tagliola per chi coltiva il sogno dell’avvocatura.
Il presente scritto preannuncia ogni più ampia e formale azione, effettuata con ogni mezzo, diretta a contrastare questo delittuoso modo d’agire da parte di una politica che ancora una volta si dimostra del tutto insensibile alle ragioni di noi giovani e di noi giuristi che coltiviamo il sogno dell’avvocatura.
Vi invito a lottare insieme a noi per salvaguardare i Vostri sogni, le Vostre speranze e le Vostre legittime aspettative!
Rispondete all’appello e combattiamo tutti insieme questa ennesima e profonda ingiustizia!
“Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.”
Andrea Rispoli 
Responsabile Giovane Avvocatura – Nomos Movimento Forense

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NOMOΣ Movimento Forense aderisce e partecipa alla manifestazione “mobilitazione contro la violenza e la camorra” del giorno 22 dicembre, alle ore 10:30 – Piazza Miracoli (Napoli)

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Crediamo che sia necessario – ed oggi più che mai – scendere in piazza per manifestare contro tali forme di violenza scellerata. Crediamo che gli avvocati debbano essere al fianco della cittadinanza sempre a sostegno e baluardo dei diritti fondamentali. 

Nomo∑ Movimento Forense aderisce e partecipa alla Manifestazione “Mobilitazione contro la violenza e la camorra”, organizzata da associazioni e cittadinanza in risposta all’appello da parte della famiglia e della scuola di Arturo, il ragazzino di 17 anni accoltellato circa venti volte a Via Foria, pochi giorni fa, mentre tornava a casa.

L’appuntamento è venerdì 22 alle ore 10:00 a piazza Miracoli, davanti al Liceo Cuoco: il corteo si concluderà alla ex Caserma Garibaldi (attuale Ufficio del Giudice di Pace di Napoli) a Via Foria, dove è avvenuto il ferimento. 

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Nomos Movimento Forense aderisce alla manifestazione “Una marcia per i detenuti” – 11.12.2017

 Nomos Movimento Forense condivide la denuncia delle Camere Penali del Distretto della Corte di Appello di Napoli contro le inefficienze e le disfunzioni del Tribunale di Sorveglianza di Napoli e il trattamento disumano e degradante riservato ai detenuti.

Invita tutti i colleghi a partecipare e ad aderire alla manifestazione “Una marcia per i detenuti” che si terrà il giorno 11 dicembre 2017 alle ore 11:00.

Si partirà dalla sede della Camera Penale di Napoli e si marcerà fino al Carcere di Poggioreale.

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Tavola Rotonda “Le Voci Celate” Incontro – dibattito sul fenomeno della violenza di genere Giovedì 30 novembre 2017, ore 9:30 – 12:30, Liceo A. Genovesi Piazza del Gesù Nuovo 1, Napoli

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Napoli. Quali gli strumenti più idonei per contrastare il fenomeno della violenza di genere? Quali i linguaggi da adottare per comunicare a riguardo e nella maniera più adeguata alle nuove generazioni e quali le strategie comunicative che possano avere impatto sul modo di concepire il ruolo della donna nella società contemporanea? Questi, i temi che saranno affrontati in “Le Voci celate, Incontro – dibattito sul fenomeno della violenza di genereche si svolgerà il giorno 30 novembre 2017, alle ore 9,30 nell’Aula Magna del Liceo A. Genovesi di Napoli, aperto alle scuole e alla cittadinanza.

L’incontro è organizzato da NomoΣ Movimento Forense in collaborazione con la II° Municipalità del Comune di Napoli. Porteranno i saluti Maria Filippone, Dirigente Scolastico del Liceo A. Genovesi, Francesco Chirico, Presidente della II Municipalità di Napoli, Genoveffa Rosaria Tramontano, Dirigente scolastico del VI I.C. Fava – Gioia e Argia di Donato, Presidente di NomoΣ Movimento Forense.

L’evento è articolato in due sessioni, “Le Voci Celate: linguaggi alternativi per contenere il fenomeno della violenza”, con gli interventi di Giuliana Covella, scrittrice e giornalista de IL Mattino, di Milena Miranda, avvocato, di Alessia Schisano, avvocato, e di Rosetta Cappelluccio, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa. Modera Emanuela Monaco, avvocato, segretario di NomoΣ Movimento Forense.

Programma completo Le Voci Celate.jpgUn incontro a più voci: avvocati, giornalisti, insegnanti, psicologi ed istituzioni cittadine, per individuare le cause della violenza di genere.

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A questo scopo l’incontro è arricchito da performances e proiezioni artistiche: scene dal docufilm “MALAMORE” di
Onofrio Brancaccio, proiezione delle fotografie della campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere #ognidonnahainseunadea, performance poetico/letteraria sul tema della violenza, dell’abuso, dell’abbandono a cura di Elena Varriale, poetessa e docente, proiezione del video “Scarpette Rosse”, proiezione del video “Rispettami!” ad opera degli alunni del IV – V pluriclasse scuola primaria – III B Scuola secondaria di I grado – Plesso Flavio Gioia – 6° I.C. Fava  –  Gioia (Napoli), nonché “Reading e Movimento”, a cura degli studenti del Liceo A. Genovesi con l’introduzione di Annamaria Bianco, professoressa del Liceo A.Genovesi.

La seconda sessione “Facciamo rete: associazioni a confronto”, ha per protagoniste le associazioni impegnate sul territorio. Il dibattito, condotto da Giovanna Farina, Presidente della Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni di Volontariato della Municipalità 2, è finalizzato alla costituzione di un tavolo permanente verso la “Costruzione della Tabula della non Violenza sulle Donne“. Intervengono le Associazioni: NomoΣ Movimento Forense (Presidente 
Avv. Argia di Donato), Psicologi in contatto (Presidente Dott. Salvatore Rotondi), Legambiente Parco Letterario del Vesuvio (Presidente Dott.ssa Paola Silvi), Associazione Donne Architetto (Presidente Arch. Emma Buondonno, Arch Giovanna Farina, Arch. Rossella Russo), Percorsi napoletani (Presidente Arch. Graziella Carotenuto), Maipiùviolenzainfinita (Presidente, Dott.ssa Virginia Ciaravolo), Aied Napoli (Dott.ssa. Mariaconcetta Mingiano), Onofrio Brancaccio, Regista del docufilm “Malamore”.

Comitato organizzatore: avv. Alfonso Buonaiuto, Simona Costanzo per Malamore, avv. Sonia di Palma, Antonella Liccardi (Scalzabanda), avv. Stefania Marchese, Pina Molinari (segreteria Presidente Municipalità 2), dott. Andrea F. M. Rispoli.

Programma Le voci celate

Rassegna Stampa: 

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