Archivi del mese: febbraio 2015

“Il Regolamento elettorale del Consiglio dell’Ordine – Punti Critici”

Di seguito l’intervento dell’Avv. Emanuela Monaco, Segretario della Nomos Movimento Forense, in occasione dell’incontro tenutosi in Tribunale in data 10.02.2015.

Alcuni Colleghi interessati hanno raccolto lo spunto per stimolare un dibattito dal progetto “Tribuna Forense”, presentato da Nomos Movimento Forense e poi non realizzato.

“Il Regolamento elettorale del Consiglio dell’Ordine – Punti Critici”

“Gentili Colleghi, sono l’Avv. Emanuela Monaco, iscritta al Foro di Napoli e non Candidata.
Sono il segretario di Nomos Movimento Forense ideatore della proposta della “Tribuna Forense” da cui trae spunto il presente incontro.
L’osservazione delle dinamiche interne alla nostra categoria ed, in particolar modo, l’amara constatazione della scarsa partecipazione dei Colleghi ai temi della politica forense, ha spinto la nostra associazione a promuovere una serie di confronti – dibattiti che avrebbero potuto consentire all’elettorato attivo una scelta più consapevole dei Candidati al rinnovo del COA, attraverso la conoscenza delle persone e dei programmi che questi si proponevano di realizzare.
Sono consapevole che l’obiettivo partecipativo che Nomos si era prefisso non può essere realizzato in questa sede, ma non posso che essere lieta che da un’idea non più attuabile sia nata l’occasione di incontrarci per discutere dei temi che ci riguardano così da vicino.
Venendo al merito del dibattito odierno vorrei segnalare che la questione dell’interpretazione del regolamento è niente affatto secondaria, potendo frustrare o meno le legittime aspettative di democraticità ed alternanza che pure sembravano essere contenute nella nostra legge professionale.
Il nodo cruciale è costituito dalla questione circa il numero di preferenze esprimibili da ciascun elettore.
Al riguardo, la nostra legge professionale all’art. 28 comma 2 espressamente stabilisce che Il genere meno rappresentato deve ottenere almeno un terzo dei consiglieri eletti. La disciplina del voto di preferenza deve prevedere la possibilità di esprimere un numero maggiore di preferenze se destinate ai due generi.
Il comma 3 stabilisce che: Ciascun elettore può esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere, arrotondati per difetto.
Secondo una lettura più aderente alla ratio della legge questi due commi hanno a cuore la tutela di due differenti “minoranze”: il comma 2 si occupa della minoranza di genere prevedendo che il genere meno rappresentato (quasi sempre le donne) riceva almeno un terzo dei consiglieri da eleggere (nel nostro caso 9), mentre il terzo comma dovrebbe ad avviso di una parte dell’Avvocatura e mio personale, tutelare le minoranze di opinione, riservando un terzo dei Consiglieri da eleggere a candidati non inseriti nella lista vincente, in modo da impedire voti totalitari, attraverso la limitazione della possibilità di esprimere preferenze per l’intero consiglio da eleggere.
Altra interpretazione si fonda, a mio avviso erroneamente, sulla lettura preminente della norma regolamentare che, malgrado il suo rango di fonte secondaria, viene utilizzata quale metro per valutare le indicazioni contenute nell’art. 28 comma 2 e 3 della L.P. prima citati, anziché evidenziarne il contrasto e, dunque, la sua illegittimità.
Gli articoli del Regolamento in questione – l’art. 9 comma 5 e l’art. 7 comma 1 – sembrano rendere possibile l’espressione di preferenze oltre i 2/3 e la presentazione di liste in numero pari a quello complessivo dei consiglieri da eleggere, nel rispetto di genere.
In questo quadro distonico, l’opinione sulla legittimità dell’espressione di preferenze superiori ai 2/3 contenuta nel Regolamento si fonderebbe sull’inciso contenuto nel secondo comma dell’art. 28 L.P. secondo cui “la disciplina del voto di preferenza deve prevedere la possibilità di esprimere un numero maggiore di preferenze se destinate ai due generi”, non considerando che tale comma tutela il genere e non la minoranza di opinione.
Appare abbastanza evidente che le modalità ed i limiti nell’espressione delle preferenze siano strettamente connessi alla questione della tutela delle minoranze di genere e di opinione.
Ed invero, quanto alla minoranza di opinione, presa in considerazione dal terzo comma, non potrebbe dirsi soddisfatta dalla tutela del genere, non potendo considerare il genere in sé come espressione di opinioni differenti.
Inoltre, se davvero il terzo comma fosse espressamente derogato dal secondo comma, nella parte in cui prevede la possibilità di esprimere un numero maggiore di preferenze se destinate ai due generi, ritengo – per il noto brocardo ubi lex voluit, dixit – che lo avrebbe chiaramente espresso.
Al contrario, il terzo comma si erge senza alcun collegamento con quello precedente, proprio come norma di chiusura, sancendo la limitazione delle preferenze da esprimere in generale ai 2/3 dei consiglieri da eleggere – senza alcuna eccezione relativa al genere – né tanto meno il secondo comma si esprime in termini derogatori rispetto al comma successivo.
Senonché, il TAR interessato della questione in via cautelare, con propria ordinanza, ha espresso una posizione opposta a quella a mio avviso legittima, ritenendo che “il comma 2, nella parte in cui prevede la possibilità di esprimere “un numero maggiore di preferenze” se destinate ai due generi, introduce una deroga alla disciplina generale dettata dalla stessa legge sull’espressione di voto, e quindi una deroga al comma 3”.
Da giurista equilibrata non posso affermare che – quantomeno ad oggi – sia stata sancita l’illegittimità del Regolamento elettorale (questione ancora sub judice), anche se sono evidenti gli aspetti di aperto conflitto con la legge professionale, ma posso certamente evidenziarne la totale inopportunità e la sua antidemocraticità.
Mi sembra assai evidente che il voto alla lista, peraltro non presente nella legge professionale, che contenga tutti i consiglieri da eleggere priva il costituendo Consiglio dell’Ordine dell’apporto, a mio avviso significativo, di una parte di Avvocati candidati non allineati alla lista vincente.
Sebbene la legge professionale abbia voluto incentivare i programmi rispetto alle singole persone, attraverso la possibile presentazione di liste e la nullità dell’espressione di voto a Colleghi non candidati, come la nullità del voto a più liste, ritengo che la governabilità potesse essere comunque assicurata con la limitazione delle liste ad un numero di consiglieri pari ai 2/3, lasciando il terzo residuo alla libera e dialettica espressione elettorale.
Ad oggi il risultato elettorale non può dirsi espressione della volontà libera dei Colleghi, considerate anche le estensioni del voto di lista ai singoli candidati, benché non individualmente preferiti che beneficiano di una luce per così dire riflessa, e la formazione di una seconda graduatoria nel caso di mancata elezione del genere meno rappresentato nella percentuale di un terzo che priva i candidati del genere più rappresentato del risultato che avrebbero meritato in base ai voti espressi (ex art. 14 comma 7 Regolamento).”

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Parte il progetto “Calliope e la Cittadella della Legalità” nell’Istituto Comprensivo SM F.Baracca.

calliope e la cittadella della legalità manifestino

“La legalità è un percorso che inizia da bambini”

Napoli. Febbraio – Marzo 2015. Parte “Calliope e la Cittadella della Legalità” all’interno dell’Istituto Comprensivo F. Baracca, in Vico Tiratoio 25 (NA).

Il progetto – nato dalla sinergia di avvocati e volontari di protezione civile, con il Patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e del Comune di Napoli -, si propone di realizzare un percorso di “educazione alla legalità” – partendo dalle scuole – che avvicini l’adulto del domani al rispetto delle regole, all’amore per il proprio territorio e alla conoscenza dei propri diritti e responsabilità.

Diritto e Libertà. Ambiente e Territorio. Rischio ed emergenza. Solidarietà e limiti. Questi, i temi che saranno oggetto degli incontri con i bambini. Attingendo dalle arti figurative, combinando elementi multimediali, le ‘lezioni’ saranno strutturate in laboratori sperimentali ed interattivi che coinvolgeranno i ragazzi e li renderanno protagonisti e ideatori di lavori a tema, le cui esposizioni e presentazioni saranno oggetto dell’evento conclusivo.

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a cura di Redazione

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