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“Le Voci Celate” – II edizione – Dialoghi a confronto Contro il fenomeno della violenza di genere – Mercoledì 28 novembre 2018, ore 10:00 – 13:00, I. C. 9° Cuoco – Schipa Via Salvator Rosa, 118 (Napoli)

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Napoli. Dalla violenza al bullismo, dall’amicizia alla dipendenza, dal disagio alla differenza, dalla liberta alla memoria: questi, alcuni dei dialoghi nei quali si confronteranno le scuole coinvolte per“Le Voci Celate”, manifestazione di riflessione sul fenomeno della violenza di “genere”. L’aumento, nella contemporaneità, di abusi, prepotenze edepisodi discriminatori, lascia spazio ad interrogativi difficilmente superabili: e proprio in tal senso, la brutalità, la prepotenza e il maltrattamento subiti dalle donne rappresentano un punto di partenza necessario per riflettere su ogni forma di violenza. Attraverso l’informazione e il dialogo, arricchiti dal contributo di esperti del settore forense, della psicologia e pedagogia, della musica, del teatro e dell’arte, è possibile costruire un nuovo percorso culturale che porti le nuove generazioni a riflettere diversamente sulla figura e sul ruolo femminile all’interno della società.

Da un’idea di NomoΣ Movimento Forense, la Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni di Volontariato della Municipalità 2 di Napoli presenta la seconda edizione di“Voci Celate. Dialoghi a confronto”. L’evento, aperto al pubblico, patrocinato dalla Municipalità 2 del Comune di Napoli e con la partecipazione della Fondazione Premio Napoli, si svolgerà mercoledì 28 novembre, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, presso l’Aula Magna del I.C.S. 9° Cuoco – Schipa (Via Salvator Rosa, 118 – Napolie vedrà le scuole I.C.S. 9oCuoco –Schipa, Liceo A. Genovesi, VI I.C. Fava-Gioia, I.C.S. Foscolo – Oberdan e I.I.S.G. Marconi di Giugliano in Campania, protagoniste nel dialogo-confronto con i rappresentanti delle associazioni della Consulta delle Associazionie le istituzioni locali nonché con professionisti e artisti. Sensibilizzare e condividere quindi, trasferire informazioni ma anche comunicare le proprie esperienze riguardanti il fenomeno della violenza.

Dopo la prima edizione del 30 novembre scorso (presso il Liceo A. Genovesi), Le Voci Celate – per quest’anno – ritornano forti e incisive come un coro polifonico: performances teatrali, proiezioni artistiche, cortometraggi ed esibizioni musicali si alterneranno con le testimonianze di avvocati, giornalisti, insegnanti, psicologi ed istituzioni cittadine, per individuare le cause della violenza di genere. «La violenza nei confronti della donna – spiega l’avvocato Argia di Donato, Presidente di NomoΣ Movimento Forense – è un fenomeno in costante aumento e ciò, nonostante l’opera di grande informazione fatta negli ultimi anni; occorre potenziare l’attività pratica sul territorio attraverso manifestazioni di sensibilizzazioneper favorire il processo di formazione di una consapevolezza reale del problema. La cultura e l’educazione sono strumenti necessari per aiutare i ragazzi ad avere una “diversa” concezione del ruolo della donna all’interno della società contemporanea. I nuovi linguaggi, come le arti visive e raffigurative, o come la musica o il canto sono metodi comunicativi assai efficaci e di maggiore appeal per le nuove generazioni».

«Come Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni di Volontariato della Municipalità 2 di Napoli, – afferma il Presidente della Consulta,  l’Arch. Giovanna Farina – nell’intento di rafforzare la cooperazione tra le Istituzioni scolastiche, l’Ente comunale e le Associazioni del territorio, abbiamo pensato a questa seconda edizione come ad un’opportunità per gettare le basi per una vera rete che, oltre a favorire lo scambio di conoscenze e la collaborazione tra le scuole e l’ente locale, intende farsi promotore di buone pratiche di solidarietà e pari opportunità di contrasto alla discriminazione e alla violenza». Grande la partecipazione da parte degli istituti scolastici per questa seconda edizione che vedrà protagonisti gli studenti con i lavori realizzati durante i laboratori scolastici sul tema della violenza. Tra le le personalità che interverranno al dibattito per offrire ai ragazzi spunti di riflessione, Giuliana Covella, giornalista de Il Mattino, Edgar Colonnese, edizioni San Gennaro, Domenico Ciruzzi, Presidente della Fondazione Premio Napoli.

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Porteranno i saluti agli studenti, Francesco Chirico, Presidente della Municipalità 2 di Napoli, Angela Longo, Dirigente scolastico del I.C.S. 9° Cuoco – Schipa, Maria Filippone,Dirigente scolastico del Liceo A. Genovesi,Assunta Bottone, Dirigente scolastico del VI I.C. Fava – Gioia, Donatella Delle Vedove, Dirigente scolastico del I.C.S Foscolo – Oberdan, Giovanna Mugione, Dirigente Scolastico I.I.S. G. Marconi di Giugliano in Campania. Introdurranno ai dialoghi Giovanna Farina, Presidente della Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni di Volontariato, Municipalità2 e Argia di Donato, Presidente di NomoΣ Movimento Forense.

Aprirà la manifestazione con il dialogo “Libertà e Memoria”, l’associazione NomoΣ Movimento Forense con “Forte come me” – Momenti di vita drammatizzati”di Gianluca Masone, regista e attore, e con la partecipazione di Rita Licenziato, attrice, e di Emanuela Monaco, avvocato e Segretario di NomoΣ Movimento Forense. A seguire, brainstorming con Giuliana Covella, scrittrice e giornalista de IL Mattino.

Interpreti del dialogo “Bullismo e Genere” gli alunni delle classi II F, II G, V E del Liceo Genovesi con i dialoghi “Sogno d’amore”, “Se mi uccidi a chi picchi”e i Monologhi “Nora”, “La modella”, “Break the chain”con introduzione di Daniela Esposito, docente. Seguiranno il cortometraggio “Io… tu… Caravaggio”, a cura degli alunni delle classi III della scuola secondaria I.C.S. 9oCuoco – Schipa con introduzione di Maria Emilia Nardo, docente, e il video “Non è una scuola per bulli” a cura degli alunni dell’I.I.S.G. Marconi di Giugliano in Campania, con l’introduzione dei docenti Antonello Piccianoe Cristina Morone. Chiude la sessione, il Plesso Flavio Gioia – 6° I.C. Fava  –  Gioia, con “Non è Amore”, performance emotiva teatrale visiva a cura degli alunni della classe V E con introduzione di Elena Varriale, docente e poeta e Anna Perna, docente.

Affronteranno il dialogo “Amicizia e Dipendenza”, l’Associazione Psicologi in Contatto Onlus con Salvatore Rotondi, Presidente, che proporrà il cortometraggio sulla dipendenza dei videogiochi “L’Amicizia non è un gioco” e il Centro  Antiviolenza Teresa Buonocore con “Vero o Falso?”, workshop a cura dell’avv. Claudia Esposito, Presidente.

Per il dialogo “Disagio e Intercultura” gli alunni della III F dell’I.C.S. Foscolo – Oberdan, proporranno “Mare Nostrum”, con introduzione di Marina Sica, docente.

Per il dialogo “Accessibilità e Differenza”, gli alunni delle classi III della scuola secondaria dell’ I.C. 9° Cuoco – Schipa presenteranno “Generazione Napoli”, canzone rap sulla legalità, con introduzione di Maria Emilia Nardo, docente, e si confronteranno con il “Decalogo per la città accessibile aperta e senza barriere” a cura dell’Associazione Donne Architetto – Napoli con il Presidente Emma Buondonno, architetto, Giovanna Farina, architetto e Rossella Russo, architetto.

Per il dialogo “Legalità e Lavoro”, Legambiente Parco Letterario del Vesuvio con Paola Silvi, Presidente, e con Pino Perna, Presidente dell’associazione Annalisa Durante, presenteranno “Nuove risposte. La conoscenza della qualità del territorio”.

Locandina e programma.jpgA chiusura della manifestazione interverranno, con riflessioni e testimonianze, la dott.ssa Anna Aiello –Direttore della Municipalità 2, la dott.ssa Maria Alifuococonsigliera Commissione Scuola Municipalità 2,  la dott.ssa Maria Teresa Belgenio– Associazione SentitaMente, la dott.ssaClara Capraro –Coordinatrice GPA Municipalità 2, Assunta Cimminielloassessore alla Scuola e Welfare Municipalità 2, l’avv. Domenico CiruzziPresidente Fondazione Premio Napoli, Edgar ColonneseEdizioni San Gennaro,Bianca Desiderivice Presidente dell’Associazione Napoli È, Francesco Grandullo –Presidente Commissione Scuola e Pari OpportunitàMunicipalità 2, l’avv.Vincenzo ImprotaPresidente di “Dialettica”, la dott.ssa Assunta Landripsicologa,il prof. Livio Severinoe il prof. Carlo Valledocente I.I.S. “G. Marconi” di Giugliano in Campania.

Durante l’intero incontro saranno proiettate le fotografie della campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere “#ognidonnahainseunadea”.Al termine, l’Aperitivo School.

Comitato organizzatore dell’evento:Pina Molinari (segreteria Municipalità 2), Maria Alifuoco, Maria Emilia Nardo, Argia di Donato, Giovanna Farina.

II EDIZIONE LE VOCI CELATE – LOCANDINA – II EDIZIONE LE VOCI CELATE – PROGRAMMA-

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NO al Contributo minimo slegato dal reddito

La contribuzione previdenziale minima slegata dal reddito effettivamente prodotto è un principio inaccettabile. La battaglia va condotta nelle aule giudiziarie.

Occorre mettere in condizione la magistratura italiana a farsi carico di un problema come quello della contribuzione minima slegata dal reddito imposto da Cassa Forense. Crediamo nella necessità di riunire i colleghi di tutta Italia per coordinarci sulle strategie processuali da seguire. 

Attendiamo le adesioni di avvocati liberi e di Associazioni per la creazione di un Grande Comitato Autonomo. 

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NAPOLI, CASSA DI PREVIDENZA E ASSISTENZA FORENSE: “LA CONTRIBUZIONE PREVIDENZIALE SLEGATA DAL REDDITO È ILLEGITTIMA” Udienza di discussione della causa tra l’avv. Argia Di Donato e Cassa Forense

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Giovedì 8 novembre – Udienza di discussione della causa tra l’avv. Argia Di Donato e Cassa Forense

La questione politica. La questione sollevata dall’avv. Di Donato, sorvolando sulle questioni di merito processuali e sui profili sostanziali di diritto, è di natura essenzialmente politica: si richiede che il Giudice, sospendendo il giudizio in corso (dato che lo stesso non può essere definito indipendentemente dalla risoluzione delle questioni di legittimità costituzionale e che queste ultime non sono manifestamente infondate), emetta ordinanza con la quale disponga l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. La norma contenuta nei commi 8 e 9 dell’articolo 21 della Legge Professionale (L. n. 247/2012) è in palese violazione dei principi garantiti nella nostra Costituzione, in quanto impone – per la prima volta in Europa – «condizionamenti» e criteri sul modo di esercitare la professione forense, in assenza dei quali il professionista potrà essere cancellato dall’albo, con conseguente divieto di uso del titolo di avvocato e con inevitabili conseguenze anche sugli interessi dei suoi assistiti. Se a tali rilievi si aggiunge che la permanenza nell’albo è strettamente legata all’obbligatoria iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense (comma 8 dell’articolo 21) e all’ulteriore principio di continuità determinato dallo stesso ente, il rischio di vedere – in un arco temporale assai breve – cancellazioni di massa dall’albo e la perdita di lavoro di migliaia di professionisti, stimati in 60.000 circa, si profila oltremodo realistico. Nello specifico, l’avv. di Donato ha eccepito la violazione di legge e l’illegittimità costituzionale dell’articolo 21commi 8 e 9della Legge n. 247 del 2012 per violazione del principio di legalità di cui agli artt. 23, 97, 113 della Costituzione nonché del canone di ragionevolezza della legge di cui all’articolo 3 della Costituzione; la violazione di legge e l’illegittimità dell’articolo 21, commi 8 e 9, della legge n. 247 del 2012 in relazione ai principi comunitari sulla concorrenza di cui all’articolo 117 della Costituzione e 106 T.F.U.E.e di cui agli artt. 15, paragrafo 1, 16 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea nonché illegittimità costituzionale dell’articolo 21, commi 8 e 9, della legge n. 247 del 2012 per violazione dell’articolo 41 della Costituzione nonché degli artt. 2, 3, 4 e 33, comma 5, 41 e 53 della Costituzione; la violazione dell’art. 21 della legge n. 247/2012 da parte del Regolamento di attuazione; la violazione di legge ed il conflitto del Regolamento di attuazione dell’art. 21, comma 8 e 9, L n. 247/2012 con il principio comunitario sulla libera concorrenza di cui agli artt. 101 e 102 T.F.U.E.; la violazione di legge e violazione del principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione e violazione dei Trattati U.E. e C.E.D.U..

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Quello di Cassa Forense è un problema di non poco conto. – sostiene la Di Donato –Al di là delle specifiche censure tecniche sollevate in sede di ricorso, occorre evidenziare due aspetti: da un lato, si mina l’esercizio libero della professione, dato che avvocati che hanno uno scarsissimo volume di lavoro, non sono in condizione reale di pagare i contributi dovuti. E se non versano quanto dovuto a Cassa, non sono più nelle condizioni di esercitare la professione; dall’altro – cosa ben più grave – avvincere a parametri reddituali la permanenza del professionista nell’Albo Professionale, limita, di fatto, il cittadino nello scegliere liberamente il proprio legale. Il tutto determina una condizione abnorme e inaccettabile sul piano professionale e lesiva del diritto alla difesa garantito dalla Costituzione.

È una battaglia giusta e doverosa,– prosegue la giovane professionista – il principio dell’imposizione previdenziale slegata dal reddito effettivamente prodotto, è in palese violazione dei principi costituzionalmente garantiti e mina l’effettiva libertà nell’esercizio della professione forense. Proprio perché siamo avvocati, sulla questione non possiamo tacere: è necessario spostare il dibattito dalla politica alle Aule Giudiziarie, per accelerare il processo di cambiamento. Invito i colleghi di tutta Italia ad attivarsi in tal senso. ”

Le argomentazioni sostenute da Cassa Forense. L’Ente previdenziale ha omesso di contestare nello specifico le censure sollevate in sede di ricorso, limitandosi ad affermare la legittimità di scelte politiche funzionali a garantire l’equilibrio dell’Ente e la regolare erogazione delle prestazioni agli iscritti. Tuttavia le discutibili “scelte politiche” di Cassa, lungi dall’essere legate a dati fattuali di natura macroeconomica, sono al contrario frutto di arbitrio, atteso che la discrezionalità della Cassa in materia è eminentemente tecnica e non assoluta.Ed invero, se la stabilità della gestione della Cassa imponeva di introdurre norme draconiane quali l’art. 21, commi 8 e 9 della L. n. 247/2012 ed il Regolamento di Attuazione, non si comprende come l’Ente possa aver deciso, in assenza di mutamenti economici di rilievo, l’abolizione del contributo integrativo minimo dal 2018 al 2022. Ma c’è di più. Se la situazione dei conti di Cassa Forense era tale da imporre per legge la cancellazione dall’Albo degli Avvocati non in grado di pagare i contributi, è legittimo chiedersi come Cassa Forense giustifica la spesa di quasi tre milioni di Euro per i propri organi di amministrazione e controllo oppure la distrazione del denaro versato a fini previdenziali dagli iscritti, per effettuare al contrario discutibili investimenti con perdite per centinaia di milioni di euro (cfr., “Il Sole 24 ore” dell’11/11/2008).Per tacere di pubblicazioni quali “La previdenza forense” la cui utilità – ed i cui costi – sono conosciuti esclusivamente dai dirigenti, dagli impiegati e dai consiglieri di Cassa Forense i quali, per inciso, sono i soli chiamati a pubblicarvi articoli o recensioni. Pare opportuno rilevare che il T.A.R. Lazio nella sentenza n. 7353/2016,pur rimettendo al Giudice del Lavoro la questione di merito, ha accolto un’interpretazione dell’art. 21, comma 9, L. n. 247/2012 “costituzionalmente orientata” per la quale tutti gli avvocati, compresi quelli che non rientrano nei parametri economici stabiliti, “hanno il diritto di permanere nell’unico sistema previdenziale” e avere “pari dignità professionale e pari diritto a restare nel mercato”.

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