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Comunicazione all’Ill.mo Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli del 16 luglio 2018

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Lettera aperta al Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli

In data odierna è stata inviata a mezzo pec, comunicazione all’Ill.mo Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli in occasione dell’ennesimo episodio che lede il prestigio e il decoro dell’Avvocatura partenopea.

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“Calliope e la Cittadella della Legalità” Sportello itinerante di ascolto legale per la tutela dell’ambiente e per la difesa e la salvaguardia dei beni comuni e sociali -Venerdì 11 maggio 2018, dalle ore 9:30 Piazza Dante (NA).

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Venerdì 11 maggio 2018, dalle ore 9,30 in Piazza Dante (NA) si terrà uno degli incontri del progetto “Calliope” e la Cittadella della Legalità, sportello itinerante di ascolto legale per la tutela dell’ambiente e per la difesa e la salvaguardia dei beni comuni e sociali, da un’idea di Nomo Movimento Forense e dell’Associazione ACSSA Centro studi.

L’iniziativa vede la collaborazione dell’AVC NOER e del Liceo Giuseppe Mazzini di Napoli, e ha il patrocinio del Comune di Napoli e della II° Municipalità e V° Municipalità  del Comune di Napoli nonché l’adesione e la partecipazione della Consulta delle Associazioni e del Volontariato della II° Municipalità. Il progetto, nato nel 2013 dalla sinergia tra avvocati (NomoΣ Movimento Forense) e volontari di protezione civile (Centro Studi Acssa), si arricchisce di nuove partecipazioni: la mission è veicolare ai cittadini, e in modo particolare alle scuole di ogni ordine e grado, la rilevanza della “legalità” e della funzione “sociale dell’avvocatura” uniti all’acquisizione di quegli strumenti atti alla percezione dei rischi con un approccio sistematico alla gestione delle emergenze. L’obiettivo è, quindi, quello, di mettere in rete le associazioni per sensibilizzare la cittadinanza al rispetto della legalità, intesa come sistema di norme, e per diffondere la conoscenza della memoria storica e del patrimonio culturale e territoriali campani.  

Nella Piazza saranno allestiti 4 gazebo, “isole” simbolo della Cittadella, presso le quali i cittadini potranno rivolgersi per ottenere dai volontari delle associazioni, assistenza ed informazioni gratuite sui temi di maggior rilievo e sulle problematiche legate al territorio. Verrà, inoltre, realizzato un percorso visivo sulle attività didattico/addestrative di protezione civile del liceo G. Mazzini con particolare attenzione alla linea del tempo degli eventi catastrofici che hanno avuto quale palcoscenico tutta l’Italia e, in particolare, la Regione Campania, dando risalto anche al patrimonio delle lapidi e marmi commemorativi spesso dimenticati e vandalizzati. L’iniziativa è contro il “sistema della camorra”.

Rassegna Stampa: 

Il Velino

Corriere del Mezzogiorno

Sul Pezzo.it

Asse Mediano.it

 

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Ritorna “Calliope e la Cittadella della Legalità”, il progetto itinerante rivolto alla cittadinanza Venerdì 13 aprile 2018, dalle ore 9,30 in Via Alvino.

Ritorna “Calliope e la Cittadella della Legalità”, il progetto itinerante rivolto alla cittadinanza. Venerdì 13 aprile 2018, dalle ore 9,30 in Via Alvino (Vomero) si terrà uno degli incontri del progetto itinerante “Calliope” e la Cittadella della Legalità – Incontri e giornate di studio per la tutela e la difesa dei Cittadini, il rispetto dell’Ambiente a garanzia della Sicurezza sul territorio -, realizzato da Nomos Movimento Forense e dall’Associazione ACSSA Centro studi, in collaborazione con l’AVC NOER ed il Liceo Giuseppe Mazzini di Napoli, con il patrocinio del Comune di Napoli e delle Municipalità II° e V°.

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Avv. Argia di Donato (Presidente NomoS) – Ing. Pasquale Caputo (Associazione ACSSA Centro Studi) – Avv. Emanuela Monaco (Segretario NomoS) – Castelvolturno 2014

Il progetto nasce dalla sinergia tra avvocati e volontari di protezione civile, per veicolare alla cittadinanza, e in modo particolare alle scuole, il concetto della legalità, attraverso l’affiancamento e la diffusione delle conoscenze giuridiche ai cittadini, uniti alla acquisizione di quegli strumenti atti alla percezione dei rischi con un approccio sistematico alla gestione delle emergenze e al rispetto, nonché al recupero del patrimonio storico, artistico ed architettonico della città di Napoli.

Saranno allestiti 4 gazebo, ai quali i cittadini potranno rivolgersi per ottenere dai volontari assistenza e consulenza gratuite sui temi di maggior rilievo e sulle problematiche legate al territorio.

 

 

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Cassa di Previdenza e Assistenza Forense: la contribuzione previdenziale slegata dal reddito è illegittima. Continua la battaglia nelle aule di Tribunale.

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L’avv. Argia di Donato, Presidente di Nomos Movimento Forense

L’obbligo della contribuzione previdenziale va necessariamente collegato al reddito, viceversa si crea una nuova sacca di povertà nella professione forense: questo, il leitmotiv della battaglia che sta sostenendo Argia Di Donato, giovane avvocato del Foro di Napoli e Presidente dell’Associazione Nomos Movimento Forense, che ha impugnato innanzi al Giudice del Lavoro la cartella di pagamento emessa da Equitalia Sud S.p.a. per conto di Cassa Forense. Il giudizio instaurato nel 2017, vedrà il pronunciamento del Giudice del Lavoro del Tribunale di Napoli, domani mercoledì 28 marzo, circa l’accoglimento o il rigetto delle ragioni dell’avv. Di Donato e circa la questione di illegittimità costituzionale e di violazione del T.F.U.E. nonché della Carta dei Diritti Fondamentali U.E, sollevate dalla Di Donato a mezzo del proprio legale di fiducia, avv. Alfonso Emiliano Buonaiuto.

Quello di Cassa Forense è un problema di non poco conto. – sostiene la Di Donato – Al di là delle specifiche censure tecniche sollevate in sede di ricorso, occorre evidenziare due aspetti: da un lato, si mina l’esercizio libero della professione, dato che avvocati che hanno uno scarsissimo volume di lavoro, non sono in condizione reale di pagare i contributi dovuti. E se non versano quanto dovuto a Cassa, non sono più nelle condizioni di esercitare la professione; dall’altro – cosa ben più grave – avvincere a parametri reddituali la permanenza del professionista nell’Albo Professionale, limita, di fatto, il cittadino nello scegliere liberamente il proprio legale. Il tutto determina una condizione abnorme e inaccettabile sul piano professionale e lesiva del diritto alla difesa garantito dalla Costituzione.

È una battaglia giusta e doverosa, – prosegue la giovane professionista – il principio dell’imposizione previdenziale slegata dal reddito effettivamente prodotto, è in palese violazione dei principi costituzionalmente garantiti e mina l’effettiva libertà nell’esercizio della professione forense. Proprio perché siamo avvocati, sulla questione non possiamo tacere.”

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L’avv. Alfonso Emiliano Buoniuto, il legale della Di Donato, Consigliere di Nomos Movimento Forense

 “I denunciati profili di illegittimità costituzionale dell’art. 21, commi 8 e 9, L. n. 247/2012 e del Regolamento di Attuazione – aggiunge l’avvocato Alfonso Emiliano Buoniuto, procuratore della Di Donato – sono talmente evidenti che la stessa Cassa Forense è stata costretta obtorto collo a reintrodurre, se pur solo per un periodo di tempo limitato (il Comitato dei Delegati di Cassa Forense, nella seduta del 29 settembre 2017, ha deliberato a larga maggioranza che il contributo minimo integrativo non sarà dovuto per gli anni dal 2018 al 2022, agevolando gli avvocati più deboli e disagiati, ossia coloro che produrranno volumi d’affari inferiori ad euro 17.700 circa), il principio della proporzionalità tra contributi e volume di affari dichiarato, riconoscendo implicitamente l’irragionevolezza della normativa che impone il pagamento di un contributo minimo in maniera indiscriminata a tutti gli iscritti indipendentemente dal loro reddito. Basti pensare, poi, che a distanza di un anno dall’entrata in vigore della Legge Professionale, alla Camera dei Deputati è stata presentata una proposta di legge per modificare la normativa in vigore considerati i tanti profili di censurabilità, anche di rango costituzionale, contenuti nella Legge Professionale.

* * *

1407173829-toghe2L’approfondimento

La questione politica. La questione sollevata dall’avv. Di Donato, sorvolando sulle questioni di merito processuali e sui profili sostanziali di diritto, è di natura essenzialmente politica: si richiede che il Giudice, sospendendo il giudizio in corso (dato che lo stesso non può essere definito indipendentemente dalla risoluzione delle questioni di legittimità costituzionale e che queste ultime non sono manifestamente infondate), emetta ordinanza con la quale disponga l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. La norma contenuta nei commi 8 e 9 dell’articolo 21 della Legge Professionale (L. n. 247/2012) è in palese violazione dei principi garantiti nella nostra Costituzione, in quanto impone – per la prima volta in Europa – «condizionamenti» e criteri sul modo di esercitare la professione forense, in assenza dei quali il professionista potrà essere cancellato dall’albo, con conseguente divieto di uso del titolo di avvocato e con inevitabili conseguenze anche sugli interessi dei suoi assistiti. Se a tali rilievi si aggiunge che la permanenza nell’albo è strettamente legata all’obbligatoria iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense (comma 8 dell’articolo 21) e all’ulteriore principio di continuità determinato dallo stesso ente, il rischio di vedere – in un arco temporale assai breve – cancellazioni di massa dall’albo e la perdita di lavoro di migliaia di professionisti, stimati in 60.000 circa, si profila oltremodo realistico. Nello specifico, l’avv. di Donato ha eccepito la violazione di legge e l’illegittimità costituzionale dell’articolo 21, commi 8 e 9, della Legge n. 247 del 2012 per violazione del principio di legalità di cui agli artt. 23, 97, 113 della Costituzione nonché del canone di ragionevolezza della legge di cui all’articolo 3 della Costituzione; la violazione di legge e l’illegittimità dell’articolo 21, commi 8 e 9, della legge n. 247 del 2012 in relazione ai principi comunitari sulla concorrenza di cui all’articolo 117 della Costituzione e 106 T.F.U.E.e di cui agli artt. 15, paragrafo 1, 16 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea nonché illegittimità costituzionale dell’articolo 21, commi 8 e 9, della legge n. 247 del 2012 per violazione dell’articolo 41 della Costituzione nonché degli artt. 2, 3, 4 e 33, comma 5, 41 e 53 della Costituzione; la violazione dell’art. 21 della legge n. 247/2012 da parte del Regolamento di attuazione; la violazione di legge ed il conflitto del Regolamento di attuazione dell’art. 21, comma 8 e 9, L n. 247/2012 con il principio comunitario sulla libera concorrenza di cui agli artt. 101 e 102 T.F.U.E.; la violazione di legge e violazione del principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione e violazione dei Trattati U.E. e C.E.D.U..

Le argomentazioni sostenute da Cassa Forense.

L’Ente previdenziale ha omesso di contestare nello specifico le censure sollevate in sede di ricorso, limitandosi ad affermare la legittimità di scelte politiche funzionali a garantire l’equilibrio dell’Ente e la regolare erogazione delle prestazioni agli iscritti. Tuttavia le discutibili “scelte politiche” di Cassa, lungi dall’essere legate a dati fattuali di natura macroeconomica, sono al contrario frutto di arbitrio, atteso che la discrezionalità della Cassa in materia è eminentemente tecnica e non assoluta. Ed invero, se la stabilità della gestione della Cassa imponeva di introdurre norme draconiane  quali l’art. 21, commi 8 e 9 della L. n. 247/2012 ed il Regolamento di Attuazione, non si comprende come l’Ente possa aver deciso, in assenza di mutamenti economici di rilievo, l’abolizione del contributo integrativo minimo dal 2018 al 2022. Ma c’è di più. Se la situazione dei conti di Cassa Forense era tale da imporre per legge la cancellazione dall’Albo degli Avvocati non in grado di pagare i contributi, è legittimo chiedersi come Cassa Forense giustifica la spesa di quasi tre milioni di Euro per i propri organi di amministrazione e controllo oppure la distrazione del denaro versato a fini previdenziali dagli iscritti, per effettuare al contrario discutibili investimenti con perdite per centinaia di milioni di euro (cfr., “Il Sole 24 ore” dell’11/11/2008). Per tacere di pubblicazioni quali “La previdenza forense” la cui utilità – ed i cui costi – sono conosciuti esclusivamente dai dirigenti, dagli impiegati e dai consiglieri di Cassa Forense i quali, per inciso, sono i soli chiamati a pubblicarvi articoli o recensioni. Pare opportuno rilevare che il T.A.R. Lazio nella sentenza n. 7353/2016, pur rimettendo al Giudice del Lavoro la questione di merito, ha accolto un’interpretazione dell’art. 21, comma 9, L. n. 247/2012 “costituzionalmente orientata” per la quale tutti gli avvocati, compresi quelli che non rientrano nei parametri economici stabiliti, “hanno il diritto di permanere nell’unico sistema previdenziale” e avere “pari dignità professionale e pari diritto a restare nel mercato”.

Rassegna stampa:

Il Velino – Agenzia di Stampa 

Julie News 

sulpezzo.it

nellanotizia.net

iltirreno.gelocal.it

Roadtvitalia.it

RadioCrcTargatoItalia

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NOMOΣ Movimento Forense aderisce e partecipa alla manifestazione “mobilitazione contro la violenza e la camorra” del giorno 22 dicembre, alle ore 10:30 – Piazza Miracoli (Napoli)

53221263-700x400Napoli. 22 dicembre ore 10:30 – Piazza Miracoli. 

Crediamo che sia necessario – ed oggi più che mai – scendere in piazza per manifestare contro tali forme di violenza scellerata. Crediamo che gli avvocati debbano essere al fianco della cittadinanza sempre a sostegno e baluardo dei diritti fondamentali. 

Nomo∑ Movimento Forense aderisce e partecipa alla Manifestazione “Mobilitazione contro la violenza e la camorra”, organizzata da associazioni e cittadinanza in risposta all’appello da parte della famiglia e della scuola di Arturo, il ragazzino di 17 anni accoltellato circa venti volte a Via Foria, pochi giorni fa, mentre tornava a casa.

L’appuntamento è venerdì 22 alle ore 10:00 a piazza Miracoli, davanti al Liceo Cuoco: il corteo si concluderà alla ex Caserma Garibaldi (attuale Ufficio del Giudice di Pace di Napoli) a Via Foria, dove è avvenuto il ferimento. 

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Nomos Movimento Forense aderisce alla manifestazione “Una marcia per i detenuti” – 11.12.2017

 Nomos Movimento Forense condivide la denuncia delle Camere Penali del Distretto della Corte di Appello di Napoli contro le inefficienze e le disfunzioni del Tribunale di Sorveglianza di Napoli e il trattamento disumano e degradante riservato ai detenuti.

Invita tutti i colleghi a partecipare e ad aderire alla manifestazione “Una marcia per i detenuti” che si terrà il giorno 11 dicembre 2017 alle ore 11:00.

Si partirà dalla sede della Camera Penale di Napoli e si marcerà fino al Carcere di Poggioreale.

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Tavola Rotonda “Le Voci Celate” Incontro – dibattito sul fenomeno della violenza di genere Giovedì 30 novembre 2017, ore 9:30 – 12:30, Liceo A. Genovesi Piazza del Gesù Nuovo 1, Napoli

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Napoli. Quali gli strumenti più idonei per contrastare il fenomeno della violenza di genere? Quali i linguaggi da adottare per comunicare a riguardo e nella maniera più adeguata alle nuove generazioni e quali le strategie comunicative che possano avere impatto sul modo di concepire il ruolo della donna nella società contemporanea? Questi, i temi che saranno affrontati in “Le Voci celate, Incontro – dibattito sul fenomeno della violenza di genereche si svolgerà il giorno 30 novembre 2017, alle ore 9,30 nell’Aula Magna del Liceo A. Genovesi di Napoli, aperto alle scuole e alla cittadinanza.

L’incontro è organizzato da NomoΣ Movimento Forense in collaborazione con la II° Municipalità del Comune di Napoli. Porteranno i saluti Maria Filippone, Dirigente Scolastico del Liceo A. Genovesi, Francesco Chirico, Presidente della II Municipalità di Napoli, Genoveffa Rosaria Tramontano, Dirigente scolastico del VI I.C. Fava – Gioia e Argia di Donato, Presidente di NomoΣ Movimento Forense.

L’evento è articolato in due sessioni, “Le Voci Celate: linguaggi alternativi per contenere il fenomeno della violenza”, con gli interventi di Giuliana Covella, scrittrice e giornalista de IL Mattino, di Milena Miranda, avvocato, di Alessia Schisano, avvocato, e di Rosetta Cappelluccio, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa. Modera Emanuela Monaco, avvocato, segretario di NomoΣ Movimento Forense.

Programma completo Le Voci Celate.jpgUn incontro a più voci: avvocati, giornalisti, insegnanti, psicologi ed istituzioni cittadine, per individuare le cause della violenza di genere.

11264827_10153858341893662_615720557162990800_n-kq5-u46050347862944jn-180x140corrieremezzogiorno-web-mezzogiorno.jpg“La violenza nei confronti della donna – spiega l’Avv.to Argia di Donato, Presidente di NomoΣ Movimento Forense – può essere contrastata solo con una presa di coscienza reale. La cultura e l’educazione possono aiutare i ragazzi ad avere una ‘diversa’ concezione del ruolo della donna all’interno della società contemporanea. Occorrono, pertanto, nuovi linguaggi per comunicare alle giovani generazioni”.

A questo scopo l’incontro è arricchito da performances e proiezioni artistiche: scene dal docufilm “MALAMORE” di
Onofrio Brancaccio, proiezione delle fotografie della campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere #ognidonnahainseunadea, performance poetico/letteraria sul tema della violenza, dell’abuso, dell’abbandono a cura di Elena Varriale, poetessa e docente, proiezione del video “Scarpette Rosse”, proiezione del video “Rispettami!” ad opera degli alunni del IV – V pluriclasse scuola primaria – III B Scuola secondaria di I grado – Plesso Flavio Gioia – 6° I.C. Fava  –  Gioia (Napoli), nonché “Reading e Movimento”, a cura degli studenti del Liceo A. Genovesi con l’introduzione di Annamaria Bianco, professoressa del Liceo A.Genovesi.

La seconda sessione “Facciamo rete: associazioni a confronto”, ha per protagoniste le associazioni impegnate sul territorio. Il dibattito, condotto da Giovanna Farina, Presidente della Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni di Volontariato della Municipalità 2, è finalizzato alla costituzione di un tavolo permanente verso la “Costruzione della Tabula della non Violenza sulle Donne“. Intervengono le Associazioni: NomoΣ Movimento Forense (Presidente 
Avv. Argia di Donato), Psicologi in contatto (Presidente Dott. Salvatore Rotondi), Legambiente Parco Letterario del Vesuvio (Presidente Dott.ssa Paola Silvi), Associazione Donne Architetto (Presidente Arch. Emma Buondonno, Arch Giovanna Farina, Arch. Rossella Russo), Percorsi napoletani (Presidente Arch. Graziella Carotenuto), Maipiùviolenzainfinita (Presidente, Dott.ssa Virginia Ciaravolo), Aied Napoli (Dott.ssa. Mariaconcetta Mingiano), Onofrio Brancaccio, Regista del docufilm “Malamore”.

Comitato organizzatore: avv. Alfonso Buonaiuto, Simona Costanzo per Malamore, avv. Sonia di Palma, Antonella Liccardi (Scalzabanda), avv. Stefania Marchese, Pina Molinari (segreteria Presidente Municipalità 2), dott. Andrea F. M. Rispoli.

Programma Le voci celate

Rassegna Stampa: 

IL VELINO

IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 

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Assicurazione contro gli infortuni: l’ennesimo “onere” a carico dell’Avvocatura 

avvocati-koLI-U110114271321smC-1024x576@LaStampa.itLegge 31 dicembre 2012, n. 247 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense. (13G00018) (GU n.15 del 18-1-2013 ) Entrata in vigore del provvedimento: 02/02/2013

Art. 12

Assicurazione per la responsabilità civile e assicurazione contro gli infortuni

1. L’avvocato, l’associazione o la società fra professionisti devono stipulare, autonomamente o anche per il tramite di convenzioni sottoscritte dal CNF, da ordini territoriali, associazioni ed enti previdenziali forensi, polizza assicurativa a copertura della responsabilita’ civile derivante dall’esercizio della professione, compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti. L’avvocato rende noti al cliente gli estremi della propria polizza assicurativa.

2. All’avvocato, all’associazione o alla societa’ tra professionisti è fatto obbligo di stipulare, anche per il tramite delle associazioni e degli enti previdenziali forensi, apposita polizza a copertura degli infortuni derivanti a sé e ai propri collaboratori, dipendenti e praticanti in conseguenza dell’attivita’ svolta nell’esercizio della professione anche fuori dei locali dello studio legale, anche in qualita’ di sostituto o di collaboratore esterno occasionale.

3. Degli estremi delle polizze assicurative e di ogni loro successiva variazione è data comunicazione al consiglio dell’ordine.

4. La mancata osservanza delle disposizioni previste nel presente articolo costituisce illecito disciplinare.

5. Le condizioni essenziali e i massimali minimi delle polizze sono stabiliti e aggiornati ogni cinque anni dal Ministro della giustizia, sentito il CNF.

***

Il giorno 11 ottobre 2017 sarà obbligatoria la stipula della polizza a copertura degli infortuni derivanti a sé e ai propri collaboratori, dipendenti e praticanti. 

Una disposizione, l’ennesima, che grava sulla nostra categoria. 

Nomos Movimento esprime il proprio disappunto ed invita le nostre rappresentanze ad adoperarsi per trovare soluzioni utili per alleggerire il carico degli oneri della categoria. 

Risulta incomprensibile come la copertura sugli infortuni possa qualificare e condizionare l’esercizio della professione forense. 

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Previdenza forense slegata dal reddito: un principio illegittimo che va contrastato nelle aule giudiziarie.

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Avv. Argia di Donato, Presidente,  Avv. Emanuela Monacosegretario.

La contribuzione previdenziale slegata dal reddito è illegittima. Non è possibile fingere di non vedere la violazione di diritti costituzionalmente garantiti. La battaglia riguarda l’intera categoria con un particolare riferimento alle migliaia di giovani avvocati dinanzi ai quali oggi c’è solo la cancellazione dall’Albo. Sarebbe utile che tutti i colleghi proponessero ricorso.

L’art. 21, commi 8 e 9, della legge n. 247 del 2012 fa discendere dall’iscrizione all’Albo degli Avvocati l’ automatica iscrizione alla Cassa Forense, con obbligo di contribuzione  previdenziale indipendentemente dal reddito prodotto, in misura – cioè – non ad esso proporzionale.

La capacità reddituale di far fronte agli oneri previdenziali in tal modo imposti, diviene condizione per l’esercizio di una professione per la quale i requisiti dovrebbero essere tutt’altro che fondati sulla capacità di produrre reddito. Tale normativa falsa, altresì, la concorrenza tra liberi professionisti che dovrebbe basarsi sulla preparazione e sulla professionalità.

La palese illegittimità della normativa nonché l’ingiusta discriminazione che la stessa realizza  devono essere contrastate attraverso l’esperimento dei rimedi giurisdizionali in nostro possesso.

Ad oggi sono, secondo le statistiche, ben 50.000 avvocati nei confronti dei quali i Consigli Distrettuali di Disciplina stanno avviando procedimenti disciplinari per omessi versamenti, totali o parziali, del contributo minimo obbligatorio.

Il percorso verso la riaffermazione della libertà di esercizio della professione forense impone la più estesa condivisione tra colleghi attraverso la proposizioni di ricorsi alla Autorità Giudiziaria.

Rassegna stampa:

Corriere del Mezzogiorno

Il Velino

Il Mattino

Giustizia Caffè

Studio Cataldi

Avvocatirandogurrieri

 

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“Oltre il reale” progetto scolastico ad opera degli alunni dell’Istituto Comprensivo F. Baracca (NAPOLI)

18700176_10213124723298082_4127689433058439375_nLunedì 29 maggio alle ore 10,30 presso l’Istituto Comprensivo F.Baracca, Vico Tiratoio, 25 – Napoli (Quartieri Spagnoli), si terrà la manifestazione conclusiva del progetto “Oltre il reale”, laboratorio creativo realizzato dalle insegnanti Immacolata Califano, Assunta Scarfiglieri ed Elena Varriale nella classe IIIB della scuola primaria dell’Istituto. Il progetto ha avuto il patrocinio morale di NOMOΣ Movimento Forense, associazione forense che mira alla riqualificazione della categoria professionale dell’avvocato attraverso azioni concrete nel sociale.

L’evento vedrà la partecipazione dei piccoli poeti con reading dei propri componimenti poetici.

 

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