Tavola Rotonda “Le Voci Celate” Incontro – dibattito sul fenomeno della violenza di genere Giovedì 30 novembre 2017, ore 9:30 – 12:30, Liceo A. Genovesi Piazza del Gesù Nuovo 1, Napoli

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Napoli. Quali gli strumenti più idonei per contrastare il fenomeno della violenza di genere? Quali i linguaggi da adottare per comunicare a riguardo e nella maniera più adeguata alle nuove generazioni e quali le strategie comunicative che possano avere impatto sul modo di concepire il ruolo della donna nella società contemporanea? Questi, i temi che saranno affrontati in “Le Voci celate, Incontro – dibattito sul fenomeno della violenza di genereche si svolgerà il giorno 30 novembre 2017, alle ore 9,30 nell’Aula Magna del Liceo A. Genovesi di Napoli, aperto alle scuole e alla cittadinanza.

L’incontro è organizzato da NomoΣ Movimento Forense in collaborazione con la II° Municipalità del Comune di Napoli. Porteranno i saluti Maria Filippone, Dirigente Scolastico del Liceo A. Genovesi, Francesco Chirico, Presidente della II Municipalità di Napoli, Genoveffa Rosaria Tramontano, Dirigente scolastico del VI I.C. Fava – Gioia e Argia di Donato, Presidente di NomoΣ Movimento Forense.

L’evento è articolato in due sessioni, “Le Voci Celate: linguaggi alternativi per contenere il fenomeno della violenza”, con gli interventi di Giuliana Covella, scrittrice e giornalista de IL Mattino, di Milena Miranda, avvocato, di Alessia Schisano, avvocato, e di Rosetta Cappelluccio, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa. Modera Emanuela Monaco, avvocato, segretario di NomoΣ Movimento Forense.

Programma completo Le Voci Celate.jpgUn incontro a più voci: avvocati, giornalisti, insegnanti, psicologi ed istituzioni cittadine, per individuare le cause della violenza di genere.

11264827_10153858341893662_615720557162990800_n-kq5-u46050347862944jn-180x140corrieremezzogiorno-web-mezzogiorno.jpg“La violenza nei confronti della donna – spiega l’Avv.to Argia di Donato, Presidente di NomoΣ Movimento Forense – può essere contrastata solo con una presa di coscienza reale. La cultura e l’educazione possono aiutare i ragazzi ad avere una ‘diversa’ concezione del ruolo della donna all’interno della società contemporanea. Occorrono, pertanto, nuovi linguaggi per comunicare alle giovani generazioni”.

A questo scopo l’incontro è arricchito da performances e proiezioni artistiche: scene dal docufilm “MALAMORE” di
Onofrio Brancaccio, proiezione delle fotografie della campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere #ognidonnahainseunadea, performance poetico/letteraria sul tema della violenza, dell’abuso, dell’abbandono a cura di Elena Varriale, poetessa e docente, proiezione del video “Scarpette Rosse”, proiezione del video “Rispettami!” ad opera degli alunni del IV – V pluriclasse scuola primaria – III B Scuola secondaria di I grado – Plesso Flavio Gioia – 6° I.C. Fava  –  Gioia (Napoli), nonché “Reading e Movimento”, a cura degli studenti del Liceo A. Genovesi con l’introduzione di Annamaria Bianco, professoressa del Liceo A.Genovesi.

La seconda sessione “Facciamo rete: associazioni a confronto”, ha per protagoniste le associazioni impegnate sul territorio. Il dibattito, condotto da Giovanna Farina, Presidente della Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni di Volontariato della Municipalità 2, è finalizzato alla costituzione di un tavolo permanente verso la “Costruzione della Tabula della non Violenza sulle Donne“. Intervengono le Associazioni: NomoΣ Movimento Forense (Presidente 
Avv. Argia di Donato), Psicologi in contatto (Presidente Dott. Salvatore Rotondi), Legambiente Parco Letterario del Vesuvio (Presidente Dott.ssa Paola Silvi), Associazione Donne Architetto (Presidente Arch. Emma Buondonno, Arch Giovanna Farina, Arch. Rossella Russo), Percorsi napoletani (Presidente Arch. Graziella Carotenuto), Maipiùviolenzainfinita (Presidente, Dott.ssa Virginia Ciaravolo), Aied Napoli (Dott.ssa. Mariaconcetta Mingiano), Onofrio Brancaccio, Regista del docufilm “Malamore”.

Comitato organizzatore: avv. Alfonso Buonaiuto, Simona Costanzo per Malamore, avv. Sonia di Palma, Antonella Liccardi (Scalzabanda), avv. Stefania Marchese, Pina Molinari (segreteria Presidente Municipalità 2), dott. Andrea F. M. Rispoli.

Programma Le voci celate

Rassegna Stampa: 

IL VELINO

IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 

IL TABLOID.IT

JURIS NEWS

ILPROFUMODELLADOLCEVITA.IT

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SULPEZZO.IT

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Assicurazione contro gli infortuni: l’ennesimo “onere” a carico dell’Avvocatura 

avvocati-koLI-U110114271321smC-1024x576@LaStampa.itLegge 31 dicembre 2012, n. 247 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense. (13G00018) (GU n.15 del 18-1-2013 ) Entrata in vigore del provvedimento: 02/02/2013

Art. 12

Assicurazione per la responsabilità civile e assicurazione contro gli infortuni

1. L’avvocato, l’associazione o la società fra professionisti devono stipulare, autonomamente o anche per il tramite di convenzioni sottoscritte dal CNF, da ordini territoriali, associazioni ed enti previdenziali forensi, polizza assicurativa a copertura della responsabilita’ civile derivante dall’esercizio della professione, compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti. L’avvocato rende noti al cliente gli estremi della propria polizza assicurativa.

2. All’avvocato, all’associazione o alla societa’ tra professionisti è fatto obbligo di stipulare, anche per il tramite delle associazioni e degli enti previdenziali forensi, apposita polizza a copertura degli infortuni derivanti a sé e ai propri collaboratori, dipendenti e praticanti in conseguenza dell’attivita’ svolta nell’esercizio della professione anche fuori dei locali dello studio legale, anche in qualita’ di sostituto o di collaboratore esterno occasionale.

3. Degli estremi delle polizze assicurative e di ogni loro successiva variazione è data comunicazione al consiglio dell’ordine.

4. La mancata osservanza delle disposizioni previste nel presente articolo costituisce illecito disciplinare.

5. Le condizioni essenziali e i massimali minimi delle polizze sono stabiliti e aggiornati ogni cinque anni dal Ministro della giustizia, sentito il CNF.

***

Il giorno 11 ottobre 2017 sarà obbligatoria la stipula della polizza a copertura degli infortuni derivanti a sé e ai propri collaboratori, dipendenti e praticanti. 

Una disposizione, l’ennesima, che grava sulla nostra categoria. 

Nomos Movimento esprime il proprio disappunto ed invita le nostre rappresentanze ad adoperarsi per trovare soluzioni utili per alleggerire il carico degli oneri della categoria. 

Risulta incomprensibile come la copertura sugli infortuni possa qualificare e condizionare l’esercizio della professione forense. 

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Previdenza forense slegata dal reddito: un principio illegittimo che va contrastato nelle aule giudiziarie.

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Avv. Argia di Donato, Presidente,  Avv. Emanuela Monacosegretario.

La contribuzione previdenziale slegata dal reddito è illegittima. Non è possibile fingere di non vedere la violazione di diritti costituzionalmente garantiti. La battaglia riguarda l’intera categoria con un particolare riferimento alle migliaia di giovani avvocati dinanzi ai quali oggi c’è solo la cancellazione dall’Albo. Sarebbe utile che tutti i colleghi proponessero ricorso.

L’art. 21, commi 8 e 9, della legge n. 247 del 2012 fa discendere dall’iscrizione all’Albo degli Avvocati l’ automatica iscrizione alla Cassa Forense, con obbligo di contribuzione  previdenziale indipendentemente dal reddito prodotto, in misura – cioè – non ad esso proporzionale.

La capacità reddituale di far fronte agli oneri previdenziali in tal modo imposti, diviene condizione per l’esercizio di una professione per la quale i requisiti dovrebbero essere tutt’altro che fondati sulla capacità di produrre reddito. Tale normativa falsa, altresì, la concorrenza tra liberi professionisti che dovrebbe basarsi sulla preparazione e sulla professionalità.

La palese illegittimità della normativa nonché l’ingiusta discriminazione che la stessa realizza  devono essere contrastate attraverso l’esperimento dei rimedi giurisdizionali in nostro possesso.

Ad oggi sono, secondo le statistiche, ben 50.000 avvocati nei confronti dei quali i Consigli Distrettuali di Disciplina stanno avviando procedimenti disciplinari per omessi versamenti, totali o parziali, del contributo minimo obbligatorio.

Il percorso verso la riaffermazione della libertà di esercizio della professione forense impone la più estesa condivisione tra colleghi attraverso la proposizioni di ricorsi alla Autorità Giudiziaria.

Rassegna stampa:

Corriere del Mezzogiorno

Il Velino

Il Mattino

Giustizia Caffè

Studio Cataldi

Avvocatirandogurrieri

 

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“Oltre il reale” progetto scolastico ad opera degli alunni dell’Istituto Comprensivo F. Baracca (NAPOLI)

18700176_10213124723298082_4127689433058439375_nLunedì 29 maggio alle ore 10,30 presso l’Istituto Comprensivo F.Baracca, Vico Tiratoio, 25 – Napoli (Quartieri Spagnoli), si terrà la manifestazione conclusiva del progetto “Oltre il reale”, laboratorio creativo realizzato dalle insegnanti Immacolata Califano, Assunta Scarfiglieri ed Elena Varriale nella classe IIIB della scuola primaria dell’Istituto. Il progetto ha avuto il patrocinio morale di NOMOΣ Movimento Forense, associazione forense che mira alla riqualificazione della categoria professionale dell’avvocato attraverso azioni concrete nel sociale.

L’evento vedrà la partecipazione dei piccoli poeti con reading dei propri componimenti poetici.

 

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Comunicato stampa del giorno 8 maggio 2017. Regolamento del 28.04.17 Equitalia S.p.A.

NOMOΣ Movimento Forense, avendo esaminato il regolamento pubblicato il giorno 28 aprile 2017 dal Gruppo Equitalia S.p.A. e avendo ravvisato – nella predeterminazione di requisti d’accesso all’elenco di avvocati fiduciari dell’Ente – , la violazione di principi costituzionalmente garantiti, 

CENSURA

lo stesso, in quanto discriminatorio e ostativo alla libera concorrenza tra professionisti.

Si riserva, pertanto, ogni più ampia azione per l’ottenimento della declaratoria di illegittimità del Regolamento e per la tutela dei diritti della classe forense e nel contempo

CHIEDE

alle Rappresentanze Istituzionali Forensi tutte, intervento immediato e fattivo. 

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Comunicato del giorno 8 maggio 2017. Manifestazione del giorno 13 maggio 2017

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NOMOΣ Movimento Forense aderisce alla manifestazione “NOI PROFESSIONISTI” che si terrà il giorno sabato 13 maggio a Roma, condividendo le motivazioni e gli obiettivi che la stessa si prefigge di realizzare.

Credendo nell’alto valore dell’Unità dell’Avvocatura e nella sinergia che la categoria forense deve avere con altre categorie professionali al fine di ottenere servizi sicuri e di eccellente qualità per la cittadinanza, NOMOΣ Movimento Forense invita alla partecipazione al corteo che avrà inizio in Piazza della Repubblica (ROMA) alle ore 10,00 con destinazione Piazza San Giovanni.

Invita, altresì, a firmare la seguente petizione on line.

Scarica il modulo: Raccolta firme MANIFESTAZIONE DEL 13 MAGGIO 2017

Per ulteriori info, scrivi a nomosmovforense@libero.it

 

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Comunicato del giorno 14 aprile 2017

2017-04-14 14.12.45Nomos Movimento Forense stigmatizza con il presente comunicato le aggressioni immotivate ricevute da parte di una delle associazioni del Foro partenopeo. 

Tale comportamento, tradendo i principi deontologici di colleganza e di rispetto, delinea un tipo di politica forense contraddistinto dall’insulto, dall’offesa e dalla diffamazione nei confronti di chiunque operi nel contesto forense locale e nazionale con modalità rispettose e finalità altamente ideali.

Le infamie rivolte a Nomos Movimento Forense, associazione che si è costantemente spesa al di fuori del Tribunale in progetti di rilevanza sociale, necessariamente inducono tutte le altre Associazioni forensi e le Istituzioni ad una riflessione sulla reale direzione che intende intraprendere l’Avvocatura partenopea.

Non è possibile operare alcuna sintesi tra le diverse anime dell’Avvocatura, e quindi affrontare i problemi del presente, se mancano il rispetto, il decoro e la dignità professionali, presupposti necessari e indefettibili di un dialogo costruttivo.

#NomosMovimentoForense #avvocaturacontemporanea #avvocatonomos

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Convegno “Totem e Tabù: autonomia e subordinazione nel lavoro intellettuale. Un progetto di legge”. Convegno del giorno 24 marzo 2017. Nuovo Palazzo di Giustizia (NA).

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Di seguito pubblichiamo l’intervento del dott. Andrea F.M. Rispoli, Responsabile Area Giovane Avvocatura di NomoΣ Movimento Forense, reso questa mattina in occasione del Convegno “Totem E Tabù: autonomia e subordinazione nel lavoro intellettuale. Un progetto di legge” organizzato da M.G.A. (Mobilitazione generale Avvocatura) in collaborazione con l’Associazione forense Libera Avvocatura e la CGIL, con il patrocinio del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Napoli.

“Buongiorno a tutti, Presidente, illustri relatori, Avvocati e colleghi praticanti.
Innanzitutto mi preme ringraziarVi toto corde per l’onore concessomi di intervenire a tale sì nobile consesso e ringrazio M.G.A. tutta ed il Presidente della medesima, Cosimo Damiano Matteucci, per aver reso possibile l’iniziativa sottesa ed il presente convegno.
E’ d’uopo però che mi presenti, sono Andrea Rispoli, un praticante avvocato giunto quasi al termine della prescritta pratica forense. Sono responsabile dell’Area Giovane Avvocatura della NomoΣ Movimento Forense ed il Vicepresidente del Comitato No Riforma Forense, Comitato che da tempo ed in diversa foggia si batte per la tutela della giovane avvocatura. Abbiamo sempre sostenuto, fin dalla fondazione del nostro Comitato, la necessità di una imprescindibile tutela del lavoro da noi prestato, con la piena consapevolezza che la consuetudine contra legem che noi avversiamo, costituisca una profonda contraddizione con il dettato normativo e costituzionale alla quale bisognava quanto prima porre rimedio.
Tale nobilissima iniziativa va a sanare infatti un’evidente ed indegna situazione di fatto che priva di qualsivoglia tutela e dignità larga parte della categoria forense. Ragion per cui fin dai primordi abbiamo aderito concretamente ed in prima linea all’iniziativa, sposandola appieno e con notevole entusiasmo.
Occorrono tutele concrete che per troppo tempo sono state del tutto negate, lasciando così il destino della nostra categoria alla totale discrezionalità (rectius bontà) dei singoli titolari degli studi – dei domini – che spesso hanno approfittato della situazione agendo di certo in modo non onorevole. Lasciando in balia dei venti, senza alcun riparo ed in un totale stato di precarietà larghi strati di avvocatura.

Se mi è consentito vorrei però spendere due parole anche per i praticanti, sperando che tale progetto che ritengo giusto trovi attuazione innanzitutto nei confronti degli avvocati, venga esteso anche nei nostri confronti.
Come tutti Voi saprete la riforma della professione forense, intervenuta con legge 31 dicembre 2012 n. 247 e che pian piano sta ricevendo attuazione, ha profondamente modificato le modalità d’accesso alla medesima introducendo significative novità che di fatto hanno comportato una reformatio in pejus in totale contraddizione con quanto enunciato all’art. 1 della predetta legge, il cui sotteso spirito riformistico è stato pervertito e mirava invece ad agevolare i giovani nell’accesso alla professione.
Se consideriamo, infatti, il futuro percorso delineato dalla riforma e dai regolamenti che ne danno attuazione concreta, notiamo che ci saranno innanzitutto dei corsi di formazione obbligatori, a pagamento ed a numero chiuso, previsti dall’art. 43, che graveranno ulteriormente sulle spalle delle nuove generazioni, dopo aver sborsato fior di quattrini all’università. E’ inoltre prevista l’eliminazione della figura del praticante abilitato ad opera del co. 12 dell’art. 41 e con essa la possibilità, da sempre concessa “docendi causa”, al praticante che avesse prestato giuramento dinanzi al Presidente del Tribunale nella disciplina ante riforma (dinanzi al presidente del Coa nell’attuale), con dei limiti (di valore, di materia e di competenza) di poter patrocinare cause a lui affidate, seppur sotto il controllo del proprio dominus, riconoscendogli parzialmente lo jus postulandi sancito dall’art. 82 del c.p.c. e sostituendo tale figura con quella del praticante c.d. sostituto che è abilitato dopo sei mesi, solo a sostituire il dominus nelle sue cause, non potendo minimamente seguire i propri assistiti e senza prevedere nemmeno un compenso per tale attività di sostituzione in udienza. In modo tale che il praticante sostituto sia de facto sempre più vessato e non abbia alcuna possibilità da una parte di ricevere alcun compenso dal dominus e dall’altra perfino di apprendere e cominciare a costruire una propria clientela.
Contestualmente alle predette modifiche si assiste anche ad una complicazione delle modalità dell’esame di abilitazione.
Infine, congiuntamente a tali nuovi e maggiori oneri, derivanti da tali sfavorevoli previsioni, residua ovviamente la misera condizione alla quale sono soggetti i praticanti che spesso non riescono ad ottenere nemmeno il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio, nonostante il dettato normativo dell’art. 41 co. 11 della predetta legge e dell’art. 40 co. 2 del Codice deontologico forense, previsioni che spesso vengono interpretate a proprio piacimento dai titolari degli studi, ricevendo così scarsissima attuazione pratica e restando lettera morta.
Ed è spesso proprio questo il momento iniziale nel quale si origina quello sfruttamento che poi perdura sine die…
andando incontro, successivamente all’abilitazione, anche agli obblighi contributivi imposti ed alle sottese iniquità che ben conosciamo…

Ci è stato insegnato che il diritto dovrebbe essere interpretato in conformità a Costituzione, per cui concludo il mio intervento con la lettura della medesima, per richiamare volutamente quella che fu una precisa volontà e scelta di indirizzo politico dei nostri padri costituenti.
Tutti noi conosciamo, infatti, quali furono i tragici eventi che condussero alla nascita della nostra Carta Costituzionale ed in essa rinveniamo la profonda volontà di edificare un nuovo Stato, una nuova Società che tutelasse effettivamente il lavoro nelle sue varie forme, assurto per il tramite dell’art. 1 a presupposto fondante la nostra Repubblica, che riconoscesse e garantisse effettivamente i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, con l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica, politica e sociale nel suo 2o articolo, che tutelasse fattivamente le fasce più deboli della società, quale ormai è divenuta la nostra, rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono di fatto il pieno sviluppo della persona umana come previsto dall’art. 3 ed infine che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla (sua) famiglia un’esistenza libera e dignitosa, come previsto dal primo comma dell’art. 36.
Vi invito, quindi, affinché tali sacrosante enunciazioni ed i relativi convincimenti non continuino ad esser offesi e vilipesi in tal modo, a sostenere e procedere finalmente all’introduzione delle imprescindibili tutele che tale progetto prevede, rendendo effettiva Giustizia e riconoscendo così i nostri insindacabili diritti, troppo spesso calpestati, mentre noi cercavamo di combattere per far valere i diritti dei nostri assistiti senza che nessuno difendesse i nostri.”

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NomoΣ Movimento Forense accoglie la proposta che parte dal Foro di Catania: la petizione per la riduzione dei costi di gestione di Cassa Forense.

NomoΣ Movimento Forense aderisce alla proposta per la riduzione dei costi di gestione della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forenseappoggiando il principio alla base della petizione formulata dall’Avv. Goffredo D’Antona e veicolata attraverso il web  ed i social network (evento e gruppo su Facebook).

Considerato il momento attuale nel quale molti colleghi sono costretti a grandi sacrifici e alla contrazione dei propri redditi professionali, le istituzioni forensi devono necessariamente contenere i propri costi di gestione.  

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Di seguito il Testo della petizione:

PETIZIONE

Ai Signori Avvocati componenti del consiglio di amministrazione della Cassa Forense.

Cari Colleghi,

in questi giorni abbiamo potuto verificare i costi per la Cassa relativi ai soli organi di amministrazione e controllo della stessa. Allo stato ci riferiamo solo a questa voce di bilancio. Parliamo di quasi 3 milioni di euro. A questa cifra si arriva sommando gli emolumenti annuali per le cariche a titolo esemplificativo il Presidente percepisce circa 73 mila euro ed il suo vice 56 mila. A questi emolumenti fissi verifichiamo l’aggiunta di 413 euro a titolo di gettone di presenza. In questo momento storico la crisi dell’Avvocatura è evidente a tutti, tanti troppo Avvocati fanno sacrifici enormi ogni due mesi per pagare quanto dovuto, togliendo risorse economiche ( ed anche emotive ) all’aggiornamento professionale, alla retribuzione dei collaboratori. Assistiamo a continue cancellazione dagli Albi da parte di avvocati di tutte l’ età per difficoltà di ogni tipo, ma tra queste proprio il pagamento della Cassa forense. E’ evidente pertanto che simili costi di gestione, sono palesemente inopportuni e ci consentirete indecorosi. Molti giovani avvocati ritengono che le somme versate per la cassa mai rientreranno sotto forma di pensione nei loro portafogli. E se questa percezione può apparire esagerata, compiendo attraverso il sito della cassa delle simulazioni pensionistiche, tanto esagerata non lo è più. Parliamo di pensioni da fame percepite ad età molto molto avanzata. Per questo un numero elevatissimo di avvocati vede pagamento della Cassa come un balzello da versare esclusivamente per continuare ad esercitare la professione che si è sempre sognato : essere Avvocati. Per questo siamo qui non chiedervi conto del vostro operato, almeno per adesso, siamo qui a chiedervi un atto di opportunità e di Giustizia professionale. L’abbattimento drastico e immediato dei costi di amministrazione e controllo di un ente che sappiamo non essere una fonte di prebende e compensi per pochi, ma una Cassa che dovrebbe assicurare un vecchiaia serena a chi ha dedicato una vita alla tutela dei diritti. Questi sono gli Avvocati, ed un avvocato che compie sacrifici economici non è un avvocato sereno e un avvocato non sereno non potrà mai essere un buon avvocato. Servire la Cassa Forense è un onore perché si serve l’ Avvocatura tutta, pertanto nessuno, men che mai voi, si potrebbe lamentare di un atto di decoro e di senso di responsabilità. Un primo, e non certo l’unico, passo per rendere meno odiosa la Cassa Forense. Siamo certi che non penserete che la nostra richiesta sia populista o demagogica, siete rappresentanti degli avvocati, e faremo un torto a voi e a noi che vi abbiamo eletto se qualcuno possa pensare a richieste di tal tipo. Siamo certi in un vostro pronto e immediato riscontro a quello che è allo stato una richiesta indirizzata al Consiglio tutto e non ai singoli componenti. Certi di non dover esternare in maniera più eclatante ( ma sempre da Avvocati ) la nostra semplice e giusta richiesta.

Cordialmente i vostri colleghi i vostri iscritti i vostri elettori. Goffredo D’Antona foro di Catania”.

Scarica il testo della petizione


 

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NomoΣ Movimento Forense, avvocatura al fianco della cittadinanza: il Vo.Ce. e lo Sportello delle Voci Itineranti

L’Associazione NomoΣ Movimento Forense (#lavvocatocontemporaneo), impegnata sul territorio con progetti volti alla riqualificazione della figura professionale dell’avvocato e a tutela delle categorie sociali più “svantaggiate”, considerato che ogni giorno, in ogni parte del mondo, migliaia di donne e bambini continuano ad essere ancora vittime di violenza fisica, sessuale e psicologica, e ritenuto che la violenza di genere, in danno a donne e/o minori, si combatte solo con una reale presa di coscienza, attiva Vo.Ce. – La Voce Celata, l’Osservatorio per lo sviluppo e miglioramento dell’informazione sulla violenza di genere e sulla quella intra familiare, con particolare attenzione alle condizioni di  donne e minori. 

Oltre ad effettuare informazione alla cittadinanza sul tema e attivare iniziative concrete di sensibilizzazione, NomoΣ Movimento Forense istituisce lo Sportello delle Voci Itineranti per qualsivoglia attività divulgativa e pratica sui territori a rischio di emarginazione sociale al fine di contrastare il fenomeno della violenza e per offrire sostegno a chi non ha più voce.

Vai al Vo.Ce. – La Voce Celata

Per info e contatti scrivi al seguente indirizzo di posta elettronica:nomosmovforense@libero.it

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